Analizzando la situazione a mente fredda e con lucidità, possiamo dire che oggi le cose non potevano andare meglio: la Salernitana è tornata alla vittoria a distanza di un mese (in casa non accadeva dal 28 ottobre), ma ha messo in mostra anche alcune lacune che la società dovrà colmare quanto prima per non vivere un finale di stagione in totale anonimato. I tre punti, fondamentali per la classifica e per il morale, nascono da un primo tempo caparbio e fatto di concretezza ed organizzazione, con quel pizzico di fortuna che era mancato contro Foggia e Palermo. Nella ripresa, anche a causa di una papera di Adamonis, sono invece riemersi vecchi fantasmi e quei limiti che erano già costati la panchina a Bollini. Tutti, sul 3-2, hanno tremato temendo di vivere un pomeriggio beffardo dopo 45 minuti in scioltezza, fortunatamente però i granata hanno condotto in porto la gara senza grossi affanni trascinati da un Antonio Zito in versione super e che, giocasse sempre così, potrebbe essere davvero un elemento imprescindibile in questo girone di ritorno. Tutto sommato le reti di Firenze e Bentivoglio possono rappresentare una "provvida sventura" di manzoniana memoria. Fosse finita in goleada, infatti, era abbastanza semplice immaginare quali sarebbero state le parole di Lotito che, elogiando la rosa costruita in estate, avrebbe anche potuto considerare chiuso o quasi il mercato in entrata. Le strategie, invece, non devono cambiare. Colantuono fa bene a non parlare di acquisti pubblicamente per non sminuire i giocatori a disposizione, ma è troppo evidente che servono come il pane un portiere affidabile (a proposito, a Terni potrebbe toccare a Radunovic), un difensore centrale, due centrocampisti di livello e un attaccante. L'ennesima prova opaca di Bocalon, l'approccio di Signorelli, l'involuzione di Odjer e il caso Bernardini sono elementi che devono indurre Lotito, Mezzaroma e Fabiani a riflettere seriamente e ad investire concretamente senza perdere ulteriormente tempo, anche perchè la classifica è corta e basta davvero poco per alzare ulteriormente l'asticella.
Di note positive ce ne sono comunque diverse. Buono l'approccio di Palombi, bravo a sacrificarsi ed a propiziare la terza rete, bravo Ricci ad interpretare il ruolo alla perfezione soprattutto nel primo tempo, determinante Pucino che, gara dopo gara, sta dimostrando di essere un elemento affidabile soprattutto in fase difensiva. Insufficienza, invece, per Odjer, lontanissimo parente del giocatore ammirato due anni fa e puntualmente beccato dal pubblico. A questo punto trattenerlo ancora a Salerno potrebbe essere un pericolo: ad oggi il centrocampista ex Catania ha ancora un discreto valore di mercato, a fine stagione il suo cartellino potrebbe invece costare la metà se continuasse ad offrire prestazioni così mediocri. Cosa è successo a questo ragazzo? Come è possibile che, alla sua prima vera esperienza, seppe trascinare il gruppo verso la salvezza smarrendosi successivamente? Chiudiamo la nostra riflessione sul pubblico e sul rapporto con la piazza. Oggi all'Arechi c'erano 7mila persone, altro dato assolutamente negativo che conferma la fuga delle settimane precedenti. Ipotizzare a stretto giro di posta uno stadio pieno è utopia e l'entusiasmo è ai minimi storici. La società, chiuso il mercato (si spera con 4 colpi di spessore, altrimenti i play off restano traguardo assai arduo da raggiungere), dovrà concretamente analizzare la questione e fare di tutto per riportare la gente allo stadio. Per il bene esclusivo della Salernitana...
Gaetano Ferraiuolo
