L'Arechi fischia sotto la pioggia: appena 6mila presenti

La risposta al mercato e alla classifica: spalti vuoti, che cuore lo zoccolo duro

Salerno.  

Primi fischi stagionali per la Salernitana, capace ancora una volta di dilapidare il patrimonio di entusiasmo così faticosamente ricreatosi a causa di una prestazione scialba, senza qualità e priva di mordente soprattutto dopo la rete del 2-1 segnata dal Carpi. Ricordate quell'idillio che si era creato tra la squadra e il pubblico granata? Sembra passata una vita, ma in fondo soltanto pochi mesi fa sembrava fosse stato scritto un patto di ferro tra la gente e la prima realtà calcistica cittadina, applaudita soprattutto per l'impegno e per l'attaccamento alla maglia. Oggi, invece, i tifosi non vanno allo stadio non per una classifica anonima (ma che da oggi obbliga a guardarsi alle spalle) quanto per una programmazione societaria che non convince in pieno e per la paura di dover vivacchiare in questa categoria. La risposta del pubblico al mercato operato dalla proprietà e dalla dirigenza è eloquente: appena 2500 paganti per un totale di 6373 spettatori, mai così in basso in B nell'era Lotito-Mezzaroma pur a cospetto di una potenziale big del campionato. I distinti erano praticamente popolati da pochissime centinaia di persone, in tribuna i soliti irriducibili, solo la curva Sud ha offerto un colpo d'occhio migliore provando ad incitare i calciatori dal primo al novantesimo. Alla fine, però, fischi per tutti: per Zito quando è uscito dal campo, per Colantuono al momento dei cambi, per una squadra che ha perso anche la cattiveria agonistica di un tempo. La fuga dall'Arechi è sempre più preoccupante, eppure le iniziative promozionali vengono fatte soltanto a Roma: perchè la proprietà non vuole riconquistare la gente? Possibile che questi spalti vuoti non destino preoccupazione? In attesa di risposte concrete, il nostro plauso incondizionato ai seimila di oggi, persone che hanno cantato ed incitato la squadra del cuore sotto un autentico diluvio e che avrebbero meritato molto di più. Non certo tre innesti a gennaio, tante cessioni e una classifica anonima....

Gaetano Ferraiuolo