Prevendita flop, il dato aggiornato

Rischio minimo stagionale, si attende l'impennata. La Salernitana ha bisogno dei tifosi

Salerno.  

C'era una volta il fattore Arechi, quella componente fondamentale che spesso permetteva alla Salernitana di vincere partite e campionati e di segnare una miriade di gol attaccando sotto la propria curva. Un tempo al pubblico salernitano bastava davvero poco per infiammarsi: non occorrevano gare di cartello nè acquisti di spessore nel mercato, serviva soltanto vedere undici magliette granata sul rettangolo verde per emozionarsi e garantire la propria presenza a scatola chiusa. Oggi tutto è cambiato, complice anche l'epoca dei social che, dal punto di vista calcistico, non fanno altro che acuire il clima di malcontento e creare spaccature tra le varie anime del tifo salernitano. Sarà pur vero che la classifica attuale e che i recenti risultati possano aver contribuito ad allontanare una fetta di tifosi dagli spalti, ma mai come in questo momento sarebbe necessario mettere da parte malumori e contestazioni in nome del bene comune che era e resta la salvezza della Salernitana. Rammaricarsi per il mancato arrivo di un attaccante forte e di un regista dai piedi buoni, indicare nel portiere uno dei punti deboli della squadra, temere che la multiproprietà incida sulla programmazione, contestare chi ha fatto firmare contratti onerosi e pluriennali a calciatori a fine carriera e puntare il dito sulle parole di Lotito serve davvero a poco in questa fase della stagione: ormai la rosa è questa, alternative a Lotito e Mezzaroma non ce ne sono, Fabiani è saldo al timone della dirigenza e l'allenatore non può essere improvvisamente diventato un brocco dopo aver dimostrato carattere e competenza anche in massima serie. Da questo punto di vista ci sentiamo di condividere in pieno l'appello del presidente del Salerno Club 2010 Salvatore Orilia, convinto che "la Salernitana è nostra, è un patrimonio di tutti: ognuno ha una propria opinione, ma il vero tifoso vuole che la squadra vinca. E, per farlo, c'è bisogno anche del nostro apporto. Salviamola noi, poi a giugno tireremo le somme", pensiero condiviso anche dal presidente del CCSC Riccardo Santoro: "Lo schiaffo morale non è restare a casa, ma riempire lo stadio ancora più di prima: dobbiamo far capire ai patron di cosa siano capaci i tifosi della Salernitana".

I dati, però, confermano che gli appelli sono destinati a non far breccia nel cuore di nessuno: appena mille biglietti venduti, numeri addirittura più bassi di quelli registrati al giovedì prima della sfida contro il Carpi. Concreto il rischio minimo stagionale, con spalti vuoti in ogni settore e una curva Sud più fredda del solito anche a causa della notizia dei 42 Daspo che hanno colpito alcuni tifosi che si erano recati a Palermo con materiale pirotecnico. La sensazione è che si arriverà a stento a seimila unità, ovvero meno spettatori di quelli che in media seguivano la Salernitana in Prima e Seconda Divisione. Palla alla squadra, chiamata a riconquistare tutti con i risultati. Palla anche alla società che, una volta per tutte, si spera possa anteporre a tutto l'obiettivo comune e favorire il ritorno allo stadio del pubblico con iniziative concrete e che coinvolgano l'intero territorio, provincia compresa.

Gaetano Ferraiuolo