Se per Luca Fusco è facile prevedere un'accoglienza da brividi, per Gianluca Grassadonia le cose andranno in maniera leggermente diversa. Pur avendo vestito la maglia granata in diverse occasioni chiudendo la carriera proprio con la Salernitana nella negativa stagione 2006-07, l'attuale allenatore della Pro Vercelli non è molto amato dalla tifoseria a causa, soprattutto, di un'esultanza considerata fuori luogo in occasione della sfida salvezza giocata a Cagliari nel campionato di serie A 1998-99. Nella circostanza, dopo il gol del 3-1 che garantì il mantenimento della categoria ai rossoblu condannando, di fatto, i granata, Grassadonia festeggiò abbracciando il portiere Scarpi, una manifestazione di gioia spontanea scaturita da un successo quanto mai determinante e che poneva fine alle sofferenze sportive della sua squadra. Gran parte dei tifosi, però, non ha digerito quell'atteggiamento e lo ha fischiato ogni qual volta ha giocato a Salerno da avversario, sebbene il diretto interessato abbia più volte ribadito il suo grande rispetto per la città e per la squadra di calcio. In realtà i rapporti iniziarono ad incrinarsi già nella stagione 1995-96, quando fu protagonista di una sfortunata autorete e fu successivamente aggredito, episodio che, di fatto, pose fine alla sua avventura da calciatore all'ombra dell'Arechi.
Scelto da Lombardi per guidare il settore giovanile granata (con discreti risultati, tra l'altro), Grassadonia si ritrovò ad allenare la prima squadra dopo l'esonero di Cari; l'idea fu del ds Salerno, a tutt'oggi un suo grandissimo estimatore. "E' un ragazzo serio, che ha le potenzialità per fare una grande carriera" disse il direttore sportivo in conferenza stampa. Pur senza evitare la retrocessione, Grassadonia diede un'anima e un'idea di gioco ad un gruppo che, pur allo sbando per tanti motivi, riuscì a battere Empoli, Ancona, Torino e Piacenza (quattro squadre in lotta per la promozione), interrompendo la rincorsa salvezza ad Ascoli. Nonostante un doppio vantaggio targato Dionisi-Kyriazis, i padroni di casa vinsero per 4-2 sfruttando anche l'atteggiamento forse troppo rinunciatario assunto dagli ospiti nella ripresa, con un 5-3-2 che non sortì gli effetti sperati. Lo 0-0 col Cesena (terzo in classifica e con gente del calibro di Sacilotto, Parolo, Antonioli e Giaccherini in campo) fu accompagnato da cori ostili e dai fischi dei novemila dell'Arechi, soprattutto quando decise di sostituire Merino e Dionisi che stavano giocando un'ottima gara. Lombardi non volle sentire ragioni e lo esonerò senza pensarci su due volte. Cerone, il suo vice, riuscì nell'impresa di perderle tutte, eccezion fatta per lo 0-0 col Padova. Da avversario Grassadonia ha affrontato in veste di tecnico la Salernitana tre volte, con un bilancio di un pareggio e due sconfitte. La speranza è che il pubblico sappia comunque apprezzare un professionista serio, un allenatore preparato e un ex grande difensore, doti che non possono essere cancellate da quell'esultanza di Cagliari...
Gaetano Ferraiuolo
