Un po' per il cattivo tempo, un po' per i pessimi risultati della squadra, un po' per una classifica che costringe tutti a ridimensionare le ambizioni di inizio stagione, un po' per la decisione della società di non esonerare un allenatore che, numeri alla mano, non ha dato praticamente nulla alla Salernitana facendo rimpiangere il suo predecessore. Sono tanti i motivi che hanno spinto numerose persone a restare a casa e a non seguire la squadra del cuore in trasferta come sempre accaduto durante l'arco di una stagione in cui i granata, anche in campo esterno, sono riusciti a fare punti grazie al fondamenale sostegno del pubblico amico. Come dimenticare i 2800 di Cesena, i mille di Parma, Terni e Avellino, non ultimi i 300 di La Spezia in una sfida giocata di venerdì alle ore 19. Il dato ufficiale della prevendita per Ascoli parla di 190 tagliandi staccati per il settore ospiti, davvero pochi in proporzione alle potenzialità della piazza, ma ampiamente giustificabili per i motivi citati in precedenza. Su sponda ascolana, invece, discreta la risposta del pubblico: orientativamente dovrebbero essere in cinquemila a spingere i bianconeri in una partita troppo importante per la salvezza e che, in caso di sconfitta, potrebbe far mettere in discussione la panchina di Serse Cosmi. In altri tempi, comunque, per una trasferta relativamente agevole come quella di Ascoli si sarebbero mossi in centinaia per seguire la Salernitana, altro dato sul quale la società dovrebbe riflettere. In queste ore si deciderà se indire la seconda giornata granata in concomitanza del derby con l'Avellino che si giocherà domenica pomeriggio allo stadio Arechi, ultima chiamata per salvare una stagione che sta andando in una direzione sbagliata. Certo è che rinviarla alle prossime settimane e, magari, abbassare i prezzi dei biglietti per favorire l'afflusso di tifosi allo stadio sarebbe un bel segnale distensivo.
Gaetano Ferraiuolo
