Ora più di prima...forza vecchio cuore granata!

Tra i rimpianti di un passato remoto con poca memoria storica e l'obbligo di vincere oggi

Salerno.  

Così come sta accadendo nelle ultime settimane, anche stavolta si è parlato pochissimo della prossima partita di campionato e ci si è concentrati su altri aspetti talvolta totalmente insignificanti. Se qualcuno lo ha dimenticato, la Salernitana tra poche ore scenderà in campo contro l'Ascoli in quello che, ahinoi, è diventato un autentico scontro salvezza da non fallire per non ritrovarsi a giocare il derby contro l'Avellino con un pallone che scotta tra i piedi e in un clima tutt'altro che di festa. Non vincere oggi a cospetto di un avversario modesto e falcidiato dagli infortuni significherebbe toccare forse il punto più basso di una stagione che, anche grazie a Bollini, stava divertendo ed entusiasmando tutti e che invece ora ha preso un binario sbagliato per motivazioni che abbiamo sottolineato a più riprese: dalla conduzione del mercato invernale (durante il quale i granata si sono notevolmente indeboliti, chi ha investito ha vinto tante partite nel girone di ritorno) al mancato esonero di Colantuono passando per l'assenza della società sul territorio, alcune dichiarazioni "colorite" di Lotito e la mancata volontà di coinvolgere il pubblico attraverso iniziative che, mai come ora, servirebbero come il pane. Perchè la Salernitana, retorica a parte, per salvarsi ha bisogno del proprio pubblico e l'Arechi vuoto e in contestazione fa più male della sconfitta interna contro il Parma, dell'atteggiamento svogliato della squadra e di una classifica in linea con la qualità di una rosa sopravvalutata tra settembre e novembre e che Bollini aveva plasmato a sua immagine e somiglianza puntando tutto su carattere e motivazioni.

E' inutile ora guardare al passato, ancor di più se questo è un passato remoto e si pende dalle labbra di chi qualche anno fa non ha certo inciso positivamente sul cammino della Salernitana, ma che ogni tanto rilascia dichiarazioni senza mai spiegare concretamente cosa sia successo in quelle stagioni così travagliate e piene di debiti nonostante i tanti soldi incassati. Ma questo è un altro discorso, i tifosi che oggi rimpiangono alcune persone sono gli stessi che, a suo tempo, ne chiedevano l'allontanamento un giorno sì e l'altro pure e che farebbero la stessa cosa se Lotito e Mezzaroma andassero via. Oggi conta soltanto Ascoli-Salernitana, null'altro. Perchè, se qualcuno lo ha dimenticato, la nostra squadra del cuore è tutt'altro che salva, anzi è tra le più a rischio di retrocessione soprattutto guardando un calendario terribile in campo esterno. Ai giocatori il compito di mettere da parte qualsivoglia interesse personale e tirare fuori gli attributi (le palle è meglio che le buttino dentro) onorando una maglia che, si spera,oggi presenterà regolarmente il cavalluccio sul petto contrariamente a quanto accaduto contro il Parma. Al mister, che ha preferito non dimettersi incassando la fiducia della società pur non avendo dato nulla sul piano tecnico, tattico, atletico e caratteriale. Lo dicono i numeri, non è opinione. Alla società che, pur presa da mille impegni, non può certo ignorare che una retrocessione sarebbe un dramma anche per loro soprattutto dal punto di vista economico. Alla città che, ora più di prima, deve essere compatta, spingere il cavalluccio marino verso la salvezza e ritrovarsi nelle sedi opportune a giugno per cercare una linea comune che coinvolga senza personalismi tutte le componenti della tifoseria. Perchè il futuro non passa da presunti cavalli di ritorno o dai "l'avevo detto" che spopolano sui social: c'è una categoria da salvaguardare, quelli di sempre hanno già scelto da che parte stare. Gli altri ritorneranno ad innamorarsi quando si giocherà con l'Avellino o si andrà a fare la trasferta con gli amici di Bari..

Gaetano Ferraiuolo