-6, e derby sia! Tutti all'Arechi!!

Partita fondamentale per i granata, serve l'apporto del principe degli stadi

Salerno.  

Parlare di derby, partite ed emozioni a poche ore da una tragedia che ha scosso tutto il mondo del calcio può sembrare insensibile e fuori luogo e già ieri, in segno di rispetto, abbiamo accantonato il solito editoriale mostrando il nostro sincero dolore per la perdita di Davide Astori, un autentico dramma che ha commosso tutto il popolo granata e che ha privato lo sport di un professionista esemplare e di un ragazzo serio, sempre sorridente, pronto ad aiutare chi aveva bisogno e che mai avrebbe pensato che quello di Udine sarebbe stato l'ultimo viaggio. Lo spettacolo, come suol dirsi, purtroppo o per fortuna deve continuare, nel rispetto del dolore della famiglia e nel ricordo di un calciatore che, con lealtà sportiva e senso di appartenenza, aveva onorato la maglia della sua città indossandone con fierezza la fascia di capitano. E' proprio quanto accaduto che deve ricordare a tutti che i veri problemi della vita sono altri e vanno ben oltre un derby da vincere anzitutto sugli spalti. 10mila supporters granata da una parte, duemila avellinesi dall'altra, uno spettacolo di cori, colori e tifo che dovrà rappresentare un autentico spot per il calcio campano, il modo migliore per ripagare la fiducia delle autorità competenti che, come accade da qualche anno a questa parte, stanno accantonando divieti e restrizioni permettendo a tutti di viaggiare per l'Italia a sostegno di una fede.

Sarà una partita bellissima, in campo e sui gradoni. L'Avellino e tutto il suo popolo hanno ancora stampato nella mente quel minuto numero 96 in cui è cambiato il campionato, forse la storia: vincere 2-0 in casa contro i rivali della Salernitana e perdere a 20 secondi dalla fine con mille tifosi avversari festanti nel tuo stadio è un qualcosa di sportivamente parlando drammatico, una gioia che chi ama i colori granata non potrà mai dimenticare. La voglia di riscatto dei biancoverdi porterà tutti i calciatori a dare qualcosa in più del solito e toccherà alla Salernitana fare in modo che quel pallone possa scottare il meno possibile. E' certamente un'occasione da non perdere per il cavalluccio marino: una vittoria riporterebbe serenità, potrebbe riavvicinare la squadra alla gente e, soprattutto, permetterebbe di dare un primo calcio alla zona play out alla vigilia di tre trasferte consecutive da "si salvi chi può". L'esperienza di Novellino (che di quel derby ha parlato in una conferenza sì e l'altra pure) contro la voglia di imporsi di Colantuono. Il ritrovato Bocalon contro il veterano Castaldo. L'eroe Minala contro l'ex dal dente avvelenato Laverone. Taccone contro Lotito, amici fuori dal campo e accomunati quest'anno dal tormentone delle scarse presenze allo stadio. C'è tutto in questo Salernitana-Avellino che non va raccontato, ma vissuto. E allora tutti all'Arechi. Per la storia, per la città, per la maglia granata. Perchè solo in dodici si può vivere un'emozione come quella dello scorso mese di ottobre al minuto numero 96..

Gaetano Ferraiuolo