19 anni fa Vannucchi al 90' e il coro: "Resteremo in serie A"

La rete allo scadere, le lacrime di Aliberti, la vittoria del Perugia a Udine

19 anni fa vannucchi al 90 e il coro resteremo in serie a
Salerno.  

Ci sono partite destinate a restare per sempre nel cuore dei tifosi, storie bellissime che solo il calcio sa raccontare. Salernitana-Vicenza, da 20 anni a questa parte, non sarà mai una partita come tutte quante le altre, soprattutto per chi, nel lontano 1999, era presente sugli spalti ed ebbe modo di assistere dal vivo a due gare da brividi e, come si dice in gergo, vietate ai deboli di cuore. L'uomo del destino fu Ighli Vannucchi, talentuoso centrocampista prelevato dalla Lucchese insieme a Marco Rossi capace di tramutarsi nell'autentica bestia nera dei biancorossi. Era il maggio del 99 e la Salernitana si giocava le ultime carte per la permanenza in serie A, a cospetto di un Vicenza terz'ultimo e quasi condannato alla retrocessione anche in caso di pareggio. All'Arechi in 35mila per spingere il cavalluccio marino, trascinato da un Gattuso stratosferico e da quell'Antonino Bernardini che incantò tutti per classe e strapotere tecnico. Nessuno volle mancare all'appuntamento con la storia, troppa era la voglia di difendere quella categoria attesa per mezzo secolo e che la Salernitana aveva ampiamente meritato dominano sul campo e sugli spalti attraverso gol, gioco, spettacolo e una mentalità straordinaria da parte di un gruppo di uomini ricordato ancora oggi con affetto e riconoscenza.

Fu una partita strana, bellissima, disputata in un clima da brividi che incise e non poco sull'economia del risultato finale. Dopo appena 45 secondi Giampaolo sbagliò una rete clamorosa a tu per tu con Brivio, inizio del monologo granata che non riusciva a tramutarsi nella rete del vantaggio. In panchina tutti con le radioline accesse e l'incredulità fu tanta quando arrivò la notizia del doppio vantaggio del Perugia contro quell'Udinese che, in casa, non perdeva un colpo, ma che improvvisamente si riscoprì vulnerabile. Ci sarebbe tanto da scrivere, chi ha vissuto quegli anni sa bene però che non servirebbe e che non bastano altre parole. Tornando a quella gara al 20' la doccia gelata: fuori Di Vaio per infortunio, dentro Vannucchi. Una sorta di "Provvida Sventura", per dirla alla Manzoni, perchè il fantasista toscano risultò per distacco il migliore in campo. Al 40' Di Michele portò in vantaggio la Salernitana, Mendez pareggiò di testa ad inizio ripresa sfruttando l'unico errore stagionale di Fresi, ma proprio quando la B sembrava materializzarsi e tutti erano rassegnati al peggio ecco che Vannucchi, allo spirare del match, trafisse Brivio di testa ancora su assist di un monumentale Tedesco facendo esplodere la Sud in un boato liberatorio: indimenticabili le lacrime di Aliberti, l'esultanza sfrenata di Oddo a bordo campo, la gioia incontenibile di Balli, quel grido di speranza "resteremo in serie A" infrantosi a Piacenza sette giorni dopo, con tanto di tragedia finale che a molti, ancora oggi, fa dire "non avesse mai segnato quel gol la Salernitana!". 19 anni fa la gioia e forse la beffa più grande di sempre. Forse tutto era già scritto, forse quel rigore non fischiato da Bettin poteva cambiare tutto ed evitare un epilogo drammatico.

Gaetano Ferraiuolo