Ventura: «C'è rammarico ma obiettivamente non meritavamo»

Il tecnico della Salernitana: «Da capire perché undici contro dieci abbiamo sofferto»

ventura c e rammarico ma obiettivamente non meritavamo
Salerno.  

«C’è rammarico ma obiettivamente non meritavamo». Gian Piero Ventura analizza così la sfida pareggiata dalla Salernitana contro il Frosinone. «Un po’ di rammarico c’è, la vittoria ci avrebbe dato il primato e sarebbe stato qualcosa di straordinariamente positivo – ha detto il tecnico ai microfoni di Ottochannel -. Siamo andati in vantaggio perché abbiamo fatto mezzora di ottimo calcio, poi abbiamo smesso dopo il gol. Il pareggio all’ultimo minuto lascia l’amaro in bocca, undici contro undici eravamo padroni del campo, undici contro dieci no. Il secondo tempo ha detto che c’è ancora da lavorare. Detto questo, però, vanno puntualizzate alcune cose: oggi abbiamo pagato nettamente le tre partite ravvicinate, avevamo sei-sette giocatori che erano arrivati. Djuric non ne poteva più, Di Tacchio non ne aveva più, Karo è rimasto in campo nonostante avesse il ginocchio bloccato. Devo dire grazie perché hanno sopportato da soli il peso». Nonostante tutto Ventura guarda il bicchiere mezzo pieno. «Mi avessero detto quando sono partito per il ritiro che al primo quarto di campionato abbiamo il rammarico di non essere primi, questa è una cosa positiva. Oggi abbiamo dovuto gestire le difficoltà: ho provato Firenze da esterno al posto di Cicerelli, Cerci è stato l’unico cambio non obbligato per provare ad allungare la squadra ma ha pagato il poco gioco che abbiamo creato. Tutto il resto dovevamo gestire. Con il cambio di Cerci mi sono perso un cambio, ovviamente e questa è la risposta a chi mi chiede perché in queste partite non ho fatto cambi».