Caso Monza, tamponi e quarantena per i calciatori del Casinò

La società spinge per far valere il protocollo Figc. Il Comune di Salerno: «Rispettare le regole»

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Salerno.  

L'Agenzia di Tutela della Salute Brianza, come anticipato ieri, ha preso in carico i casi dei calciatori del Monza che lunedì pomeriggio hanno superato i confini nazionali per trascorrere qualche ora al Casinò di Lugano. L'autorità sanitaria ha anche sottoposto gli atleti a tampone e, in attesa degli esiti, è intenzionata ad applicare il protocollo previsto dalle norme preventive emanate dal Ministero della Salute. In sintesi gli otto atleti saranno messi in quarantena per almeno cinque giorni e, di conseguenza, non dovrebbero partire con la squadra per Salerno. Condizionale d'obbligo in quanto si potrebbe profilare un braccio di ferro tra il Monza e l'autorità sanitaria brianzola. La società, nella nota diramata ieri, ha tirato in ballo il protocollo anti-Covid della Figc che, come spiegato anche da fonti sanitarie, tutela e disciplina i tesserati nell'ambito della proprio lavoro. La visita al Casinò non rientrando tra le attività calcistiche, non può essere gestita con le modalità previste dal protocollo Figc che, ad esempio, non prevede l'obbligo di quarantena per chi è impegnato in Nazionale o per le squadre che disputano le coppe europee. Non a caso anche il Monza, nella nota diramata ieri, ha ammesso che sia stata una «leggerezza».

Intanto anche il Comune di Salerno sta seguendo da vicino la vicenda, come annunciato dall'assessore allo Sport, Angelo Caramanno nel corso della trasmissione Granatissimi in onda su Ottochannel 696. «Il Comune di Salerno deve fare la sua parte, risperttando anche noi le regole. Nel momento in cui a Salerno dovesse configurarsi la violazione di regole che riguardano la sanità e la pubblica incolumità, noi dobbiamo fare la nostra parte. Nel frattempo dobbiamo mettere in campo quello che è il nostro pensiero: serve trasparenza per tutelare la salute pubblica e, perché no, anche il campionato di calcio». Per Caramanno «i calciatori del Monza devono restare a casa, in quanto la società ha i numeri per giocare anche senza quel gruppo coinvolto in questa vicenda. Questi signori non sono andati a portare i sacchi a Lugano per guadagnarsi la giornata, sono andati a giocare alle slot machine. E questo, sappiamo bene, che con gli impegni lavorativi ha poco a che fare. Non penso che l'Asl di Monza abbia regole diverse. Anzi mi farebbe piacere che la Lombardia che si è semopre contraddistinta per un'attenzione massima a queste cose, facesse altrettanto con questa situazione».