Il sussulto d’orgoglio la Salernitana lo trova al triplice fischio finale. Mentre i calciatori del Cerignola festeggiano, lo scatto d’ira è nel volto di Emmanuele Matino. Il difensore, rimasto in panchina al Monterisi, scatta verso gli avversari e cerca un faccia a faccia, quasi a volersi fare giustizia da solo. Lo segue anche Andrea Ferraris, gravemente insufficiente nel primo tempo della sfida in Puglia. Il gruppo fatica a calmare in particolar modo il difensore. Una reazione rabbiosa, di chi sa di aver definitivamente cestinato ogni speranza di primo posto. E’ solo uno dei segnali del grande nervosismo che accompagna la Salernitana. Una fotografia del momento difficile, sottolineata anche dagli screzi registrati in campo. Un esempio? In occasione del gol annullato a Gyabuaa, Ferrari protesta aspramente col direttore di gara. Nemmeno l’ammonizione lo placa. Carriero interviene e di forza sposta il Loco. Durante la revisione al Fvs non manca qualche parolina di troppo.
Il ‘passo indietro’ dei pretoriani
La sconfitta di Cerignola è anche figlia della clamorosa involuzione dei pretoriani di Giuseppe Raffaele. Il tecnico lancia in mezzo al campo Capomaggio e Tascone. Dai due avrà una prestazione lontanissima dagli standard di inizio stagione. L’argentino si riscopre anarchico, indolente, costringendo Gyabuaa a vagare per il campo alla ricerca della posizione ideale per mettersi in mostra. Tascone invece è molle, con poca cattiveria negli inserimenti, poco coraggio nelle giocate. E poi il rientro in campo di Golemic. L’anticipo al minuto 10 in mezzo al campo l’unica nota positiva di una prova da film horror. Scelte che non hanno pagato e mettono Raffaele spalle al muro.
