Non siamo razzisti. Ecco cosa è accaduto su quel bus

La risposta dell'azienda di trasporti alla denuncia realizzata da un ragazzo di colore

«Non vorremmo mai passare – dicono - per razzisti. Abbiamo dovuto impedire ad altri passeggeri di salire perché si era raggiunto il limite di capienza previsto dalla legge».

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

«I sei ragazzi di colore sono rimasti a terra perché il pullman era pieno. Poi volevano salire sul bus diretto a Sirignano ma l'autista ha chiarito loro che il pullman in questione non fermava a Torrette, destinazione che volevano raggiungere. Ma il nostro personale non ha mai utilizzato toni razzisti». L'Air contatta Ottopagine e spiega la sua posizione circa l'episodio di presunto razzismo denunciato da Papis Koma.

In un video il ragazzo di colore raccontava la sua disavventura. Affermava di essere stato lasciato a terra con i suoi compagni da un autista. La ragione sarebbe stata il loro colore della pelle.

Ma l'azienda di trasporto non ci sta e fornisce la usa versione dei fatti.

«Non vorremmo mai passare – dicono - per razzisti. Abbiamo dovuto impedire ad altri passeggeri di salire perché si era raggiunto il limite di capienza previsto dalla legge. Sforarlo significava mettere a repentaglio l'incolumità di chi si trovava a bordo in quel momento. E quindi, seppur a malincuore, non abbiamo potuto far salire altri passeggeri. Non solo il signor Papis. Chi era a bordo quel giorno, oltre cento persone, possono testimoniare quanto stiamo dicendo».