Pasqua amara per i dipendenti della clinica Malzoni e della Diagnostica medica, che resteranno senza stipendio a Pasqua. Per il concordato preventivo restano congelati i saldi delle mensilità di novembre, dicembre e gennaio e nessun pagamento in vista anche per il mese di marzo. Restano bloccati anche i pagamenti delle tredicesime e premi di produzione, mentre venerdì, alle ore 11,30, ci sarà un vertice in azienda a viale Italia per chiarire passaggi e saldi che dovrebbero avvenire entro il 10 aprile per i dipendenti della Malzoni, non prima della stessa data per quelli della Diagnostica Medica. «I?lavoratori di entrambi i gruppi - spiega Stefano Caruso, Ugl - sono penalizzati da una situazione critica. Venerdì i referenti dell’azienda ci illustreranno i numeri di un piano di rilancio, che comunque passerà attraverso un delicato passaggio amministrativo ed economico. Vogliamo chiarezza e numeri, date precise e riferimenti certi sul come trascorreranno questi mesi. Proprio alla diagnostica sono in corso procedure di liquidazione di due aziende.
Si tratta della Malzoni Servizi e Cobaltoterapia. Una misura necessaria per riassettare la Diagnostica e isolarla anche economicamente dalla Malzoni srl». Intanto il rilancio anche della Diagnostica Medica passerà anche attraverso un delicato piano di riassetto delle risorse umane. Sessanta lavoratori per i quali sono previsti: prepensionamenti, cassa integrazione e contratti di solidarietà saranno le procedure che verranno adottate per far quadrare conti e risorse. «Ci auguriamo di conoscere venerdì finalmente con chiarezza qual è il futuro dei dipendenti e soprattutto il piano di rilancio - spiega Caruso -. Siamo stanchi di aspettare, tra i disagi di chi da mesi lavora senza essere pagato».
L’azienda ha rinnovato il board di comando ma sullo sfondo restano gli oltre 50milioni di debito pregresso accumulato. Il quadro gestionale resta in via di definizione con una proposta di massima già elaborata dal nuovo direttore sanitario, Orazio Pennelli. Secondo il nuovo quadro-lavoro per i 270 lavoratori potrebbero esserci novità sugli orari di lavoro con nuovi cicli e turni che andranno a ridurre quelli notturni a 11 ore. Di fatto lo schema propone: dalle ore 7 alle ore 13; dalle ore 13 alle ore 21 e dalle ore 21 alle ore 7 del mattino dopo, con un impiego di 270 lavoratori ausiliari ed infermieri.
Sullo sfondo i numeri restituiti dell'azienda che parlano di un aumento dal 27 al 42 per cento di tagli cesarei rispetto allo scorso anno e un milione e mezzo in meno di incasso per la struttura rispetto al febbraio 2014. Secondo alcune voci di corridoio potrebbero arrivare anche alcuni trasferimenti di personale di altre strutture. Magari proprio quelli che potrebbero essere risultati o risultato in esubero Ma restano a casa, intanto, i primi venti lavoratori Tempor, non rinnovati lo scorso febbraio. «Non possiamo più accettare altri sacrifici di personale - spiega Caruso -. Aspettiamo di conoscere l’esito della riunione di venerdì. Poi decideremo sul da farsi».
di Simonetta Ieppariello
