di Andrea Fantucchio
«Comanda Nicola o Comanda Pasquale, ma quale Natale volete? Perché c'è il Natale ad Avellino?» Gli anziani che incontriamo al Corso sono categorici: Babbo Natale quest'anno ha snobbato il capoluogo. (Clicca sulla foto di copertina per guardare tutte le interviste realizzate da Ottochannel)
Le loro risate, quando arriviamo poco oltre Piazza Libertà, annunciano alla nostra troupe (io, il collega Angelo Giuliani e il cameraman Matteo Piscopo) quello che stiamo per ascoltare.
Un requiem intriso di ironia per cristallizzare in poche battute una delusione palpabile in città. In tanti sono davvero tristi per queste feste che si preannunciano povere di attrattive e all'insegna dell'austerity. O, per dirla con le parole del grande Renato Carosone, “Mo' vene Natale , nun tengo denare, me leggio 'o giurnale e me vado 'a cucca'.
«Ma qua non ci sta nemmeno il giornale – ci dicono - sono anni che succede così. Avellino è spoglia di tutto. Non solo di luci ma anche di attrattive. Io vorrei credere che si tratti solo di un ritardo. Ma se vai a Salerno te ne accorgi già che c'è aria di festa. Le luci, l'umore diverso, i negozi che pullulano di acquirenti. Qui il nulla».
In realtà qualche casetta c'è. Forse apriranno stasera. Ma non sembrano certo bastare per accontentare degli avellinesi non certo dal palato fine, ma dalla fame di feste cresciuta durante questi Natali che reputano deludenti.
Avellinesi delusi come il titolare di Nataracamice che con calzante ironia stigmatizza l'atmosfera natalizia di quest'anno: «I pastori qua li trovi sempre, il presepe non manca, e “ 'ammo fatto Natale”. Scherzi a parte, ma qua il commerciante come lo fai? Pure nelle feste di mettono i bastoni fra le ruote»
Un sentimento comune a tanti commercianti. Ve lo abbiamo anticipato. E oggi, come Ottopagine vi ha raccontato, è spuntato perfino un cartello di proteste nei confronti del comune. Un commerciante ha deciso di restare chiuso dopo che questa mattina è stata vietata la circolazione in centro città alle auto(LEGGI tutte le strade bloccate e fino a quando).
«Qui ad Avellino – spiega un altro signore, poco distante dalla libreria Giunti – il natale si è fermato nel '78. Ora mettono le casette di Barbie e pensano che hanno fatto Natale. Ma manca l'organizzazione in generale. A partire dalla politica. Questa è una città sporca e priva di iniziative tutto l'anno».
Un coro pressoché unanime da Piazza Libertà alla deserta via Roma fino al corso: «Ma diteci perché dovrebbero venire ad Avellino a Natale? Per vedere cosa? Per fare che? Quando poi ci stanno Salerno e Napoli a due passi. E' inaccettabile che la città sia ridotta così anche durante le feste»
Qualcuno trattiene ancora qualche residua speranza: «Confido in Santa Lucia. Anche se penso che più di questo, casette e luci, non possano fare».
I colori di Pasquale Scognamiglio, madonnaro da una vita, ci regalano qualche sprazzo di bellezza. Poco distante dal Convitto una nuova scena di natività sta vedendo la luce. Una Madonna che speriamo possa placare almeno in parte gli umori degli avellinesi.
Ma per una Madonna che nasce, c'è una città che muore. Lo spiega l' immancabile “Sciò Sciò” col quale chiudiamo il nostro breve tour in quest'Immacolata tutta avellinese: «Basta aprire cantieri. Questa città è vittima di malinconia ed è per questo che viene la malattia. Curate Avellino adesso o sarà troppo tardi»
