Da Monteverde al futuro, ma basta illusioni

Il secondo posto del piccolo comune irpino al Borgo dei Borghi può aprire una strada per l'Irpinia

Avellino.  

 

Il secondo posto conquistato da Monteverde al “Borgo dei Borghi”, conferma un dato acquisito: i piccoli comuni irpini hanno il fascino, la bellezza e la storia per competere con i borghi più belli d'Italia. Eppure questa consapevolezza resta sepolta dall'insopportabile e lunghissima sequela di banalità registrate sotto la voce “progetti per lo sviluppo turistico”. E certo, di piani ce ne sono tanti. Quasi tutti così ambiziosi da rappresentare nella realtà null'altro che improponibili illusioni. L'errore di fondo è sempre uno: trasferire nella presunta crescita del settore turistico le chiavi del futuro per l'intero territorio. Visione miope e fuori da ogni logica. Al massimo il turismo più aiutare, può rappresentare un tassello – anche importante – ma si cresce, si costruisce il domani, partendo dalle basi.

 

E le basi sono un territorio sano, dove non si convive – come in molte zone della provincia – con l'incubo del dissesto idrogeologico. Dove i fiumi non sono ridotti a strisce d'acqua inquinata e senza vita. Dove non si combatte una muta battaglia per impedire l'arrivo delle trivelle e dei petrolieri. Dove le infrastrutture per ricevere eventuali turisti esistono e non sono ipotesi. Dove non si assiste impotenti al lento ma continuo spopolamento dei paesi.Dove le montagne non sono abbandonate ed esposte a incendi boschivi sempre più devastanti.

 

Salvaguardare il territorio significa anche aprire le porte a un certo tipo di turismo. Che non sarà mai, è ovvio, turismo di massa. Ma che potrebbe portare con sé una dote importante: imporre in Irpinia una costante cura dell'ambiente.

 

Che questo implichi poi anche la possibilità di far crescere e sviluppare il settore agroalimentare (il vero traino dell'azienda Irpinia), è un dato assodato. Ma che sommato al turismo, alla cura del territorio, e a imprescindibili iniziative di natura imprenditoriale, potrebbe consentire di aprire una reale finestra sul futuro.

 

Più facile a dirsi che a farsi, naturalmente. Ma basterebbe procedere, anche a piccoli passi, su un progetto chiaro e realizzabile. Capace soprattutto di coinvolgere l'intera provincia – o almeno ampi pezzi di territorio – piuttosto che rimanere isolato e morire dietro le insegne di un campanile.

 

Il successo – un secondo posto è molto vicino a una vittoria – di Monteverde ricorda che c'è una strada da percorrere. Bisogna crederci e andare avanti. Piuttosto che guardarsi allo specchio e ammirare una bellezza che rischia di morire in solitudine.

di Luciano Trapanese