Cantieri, tanta fretta di usare i fondi e la completa assenza di una idea di sviluppo per un capoluogo. Qual è la logica? Se lo chiede il presidente dell'ordine degli architetti Fulvio Fraternali, pensando ai lavori in corso e allo sviluppo urbanistico di Avellino. Duro monito quello di Fraternali all'indirizzo dell'amministrazione. Non le manda certo a dire il numero uno degli architetti, raccontando e ricostruendo un quadro impietoso di una città ridotta in ginocchio da oltre un decennio di mega-opere e cantieri piccoli o grandi aperti in ordine sparso.
Il caso piazza Libertà. Si parte da piazza Libertà, ferita assestata al cuore di un capoluogo. «Pochi operai, lavori lenti e un continuo cambio di progetti e programma - precisa -. Siamo partiti tre anni fa. Un anno e mezzo di sinergia anche con l'Ordine e un'idea di intervento. Poi, è cambiato tutto. Un anno e mezzo dopo, si è annullato quanto deciso per optare per un altro intervento. Risultato? Dovranno rendicontare tutto ad ottobre. Una scadenza fin troppo vicina visto come procedono i lavori. Insomma, entro al fine dell'anno se gli interventi non saranno finiti, ancora una volta saranno a rischio i finanziamenti».
Il Puc stravolto, il fallimento. E poi il Puc, nel suo insieme. Stravolto in corso opera e generato forse, senza una vera anima.«Del piano urbanistico è stata realizzata solo la parte negativa - commenta Fraternali -. Che fine ha fatto la filosofia del riuso e rigenerazione urbanistica? Si è costruito tanto e troppo scriteriatamente. Per fortuna non si è proceduto alla realizzazione delle strade parco e delle torri, solo per citare qualche esempio. Insomma, il Puc va solo corretto, non certo stravolto. Ci sono stati veri e propri blocchi e fallimenti per l'edilizia ad Avellino».
Insomma secondo Fraternali anche e soprattutto oggi non si sta procedendo ad una vera riqualificazione.
Lavori per sistemare, nessuna riqualificazione. «In tutta la città si lavora per "sistemare", creando un'enorme mole di disagi per tutti i cittadini, commercianti. Senza contare che tutti questi lavori sono partiti e sono in corso contemporaneamente. E' stato tutto fatto e deciso senza una logica, mettendo ancora una volta a rischio la città. Mi chiedo come sia possibile concentrare in pochi metri e contemporaneamente tutti questi lavori».
Manca l'idea di sviluppo. Insomma, scelte non condivise e non corroborate da una vera idea di sviluppo. Insomma alle lungaggini e tortuosità politiche di fatto, corrispondono i tempi ancora più lunghi di burocrazie, fasi tecniche e procedure. Ma non solo. L'analisi di Fraternali è completa. Si guarda anche al ritmo stesso con cui vengono affrontati gli interventi.
In piazza lavorano solo in 4. «Penso a piazza Libertà - spiega -. Qui i lavori sono lenti. Ci sono 4 al massimo 5 operai e un capocantiere impegnati. Lavorano a macchia di leopardo. La gente guarda, vede, osserva e non può vivere con entusiasmo questo cantiere». Una preziosa occasione persa. Viene vista così piazza Libertà. «Si poteva con la realizzazione del miglior progetto elaborato dal concorso di idee, realizzare una piazza vera, identificativa di una comunità. Invece si è puntato su un semplice restyling, ci auguriamo migliorativo, di quanto già c'era».
di Simonetta Ieppariello
