Pasqua come Natale senza soldi per i lavoratori della clinica Malzoni. L'impegno dell'azienda era quello di saldare l'intero stipendio arretrato di marzo dopo le feste pasquali, ma ieri l'amara sorpresa per i 285 lavoratori che si sono visti accreditare solo il 20 per cento del corrispettivo. Cento, 200 al massimo 300 euro in busta paga. Questi i saldi corrisposti.
L'azienda: solo un errore. L'azienda parla di un errore tecnico involontario. L'azienda, secondo quanto riferito dai sindacati, parlerebbe di un errore tecnico. Uno sbaglio nell'invio di un file che avrebbe fatto partire saldi per un importo corrispettivo al venti per cento mancante che era rimasto arretrato di febbraio, anziché l'intero importo di marzo.
Chi ha sbagliato paghi. Intanto la rabbia è tanta tra i 285 lavoratori della storica clinica di viale Italia. «Non può essere capita alcuna giustificazione di sorta - spiega Stefano Caruso dell'Ugl -. Mancano soldi da mesi in intere famiglia. C'è chi non riesce neanche a riuscire a mettere la benzina nell'auto per raggiungere il proprio posto di lavoro. Una situazione davvero inaccettabile. Una cosa è certa: si va a vanti così da troppo tempo e queste persone hanno trascorso la Pasqua come il Natale: senza soldi. Come rappresentante dell'Ugl chiedo che se davvero si fosse trattato di uno sbaglio, chi ha errato deve pagare.
Lacrime e sangue nelle famiglie. Stiamo parlando di intere famiglie, ripeto, che vanno avanti tra stenti e sacrifici enormi da troppo tempo e non sono consentiti errori di alcuna sorta. Se giovedì al nuovo incontro le cose non verranno chiarite, abbandoneremo il tavolo e sarà mobilitazione ancora, di nuovo, più forte». Ma non solo. Caruso invoca maggiore controllo da parte dei commissari incaricati dal Trubinale di vigilare su concordato preventivo e andamento in generale delle struttura. «L'impegno era chiaro per tutti: si doveva tornare a regime con l’erogazione degli stipendi a partire da questo mese, dopo Pasqua. In tanti sono talmente esasperati che pensano di ricorrere alle vie legali. Chiediamo la testa della persona che ha fatto l’accredito, se è vero che è stato sbagliato».
I nuovi turni. Intanto sempre nella riunione di giovedì si parlerà del riassetto di turni e lavoro. Il piano del nuovo direttore sanitario avrebbe previsto nuovi orari: dalle ore 7 alle ore 13, dalle ore 13 alle ore 21 e dalle ore 21 alle ore 7. «I lavoratori hanno detto no a questo programma di rinnovo delle fasce orarie. Per questo abbiamo lanciato la nostra proposta che vede il lavoro spalmarsi secondo questi nuovi orari: 7 alle 13.40, dalle 13.40 alle 20.20 e dalle 20.20 alle 7 - spiega Caruso -. O ci sarà un'intesa o sarà mobilitazione».
di Simonetta Ieppariello
