di Andrea Fantucchio
Un percorso di legalità concreto e rivolto ai più giovani. Quello realizzato dall'istituto tecnico Luigi Amabile di Avellino. Con la dirigente Antonella Pappalardo e la professoressa Serafina Trofa. (Clicca sulla foto di copertina e guarda il video di Ottochannel. A cura di Angelo Giuliani. Riprese e Montaggio: Matteo Piscopo)
La scorsa settimana era stato protagonista il riferimento della Dda (direzione distrettuale antimafia), Francesco Soviero. Questa mattina è ospite d'onore il vice-comandante della Polizia di Stato Matteo Piantedosi. Presenti anche alcuni riferimenti istituzionali. Oltre al presidente della Provincia, Domenico Gambacorta, il sindaco di Avellino, Paolo Foti e il prefetto Carlo Sessa.
In sala anche il comandante della polizia municipale, Michele Arvonio, quello della compagnia dei carabinieri di Avellino, Nicolò Pirronti, il presidente dell'Ordine degli avvocati, Fabio Benigni.
Piantedosi ha spaziato dal contrasto alla camorra al terrorismo: «Spesso si usano gli errori dello Stato come alibi. Tutti a dire, “a ladro! A ladro!”, contro le istituzioni. Ma non si può immaginare uno stato onnipresente e invadente. Lo stato deve svolgere il proprio ruolo, ma c'è bisogno di una società che prenda coscienza. Bisogna poi rifuggire dalle letture affrettate e distorte dei fenomeni sociali. Equazioni come “immigrazione=terrorismo” sono da bandire». (Leggi e guarda l'intervista completa di Piantedosi: si parla di terrorismo, camorra e appalti che fanno gola alla malavita in Irpinia)
Il Presidente Domenico Gambacorta esordisce con ironia. Riferendosi alla scarsa simpatia che i giovani della “Luigi Amabile” proverebbero nei suoi confronti. Dopo i traslochi forzati di fine anno: «Nonostante quest'antipatia, sono qui. Perché l'importante è dirsi le cose guardandosi negli occhi. In ogni contesto. Io come il mio amico Paolo (Foti) facciamo anche gli amministratori. Quotidianamente ci spendiamo anima e cuore per i nostri Comuni. Eppure non siamo immuni a critiche. Soprattutto da parte dei così detti “leoni da tastiera”. Da dietro un pc, queste persone passano la vita a criticare. Ma bisogna conoscere prima di deliberare. E dare un supporto concreto alla società di appartenenza. La critica va bene solo se produttiva. Chiedo a tutti di rimboccarsi le maniche. E prometto che la Provincia per questa scuola interverrà presto. Assicurando uno spazio adeguato dove svolgere l'attività fisica».
Foti, raggiunto ieri da alcune minacce telefoniche, preferisce non rispondere alla stampa. L'autore delle intimidazioni sarebbe un ragazzo del capoluogo.
Il sindaco si rivolge ai giovani: «Le regole sono il patrimonio per il futuro della comunità. Il loro rispetto è fondamentale, in primo luogo per le nuove generazioni. E su di loro che bisogna lavorare. Troppo spesso, anche ad Avellino, è divenuta prassi l'emulazione di comportamenti negativi. Il futuro poggia proprio su voi giovani. Avete la forza e l'entusiasmo di cambiare le cose».
Anche il Prefetto Carlo Sessa invita alla sinergia le istituzioni. E i cittadini a non sottrarsi al loro ruolo di garanti della legalità. Partendo proprio dall'agire quotidiano.
Sono proprio eventi come quello di stamattina a dare senso all'insegnamento. Quel tipo di didattica che trascende l'erudizione e si radica nel vivere quotidiano. Grazie al contributo di protagonisti che combattanono quotidianamente l'illegalità, si vuole fornire ai ragazzi strumenti pratici, permettendo loro di leggere la società intorno. Di discernere gli esempi positivi da quelli negativi e di rigettare i secondi. Non per imposizione, ma per consapevolezza che solo sulla legalità si può costruire una società più giusta e più sana per tutti.
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