di Andrea Fantucchio
«Gli insegnanti devono tornare a fare gli insegnanti e i preti i preti. La scuola non è solo maestra di nozioni, ma di vita. I ragazzi hanno bisogno di esempi pratici. Modelli che li aiutino a essere più coraggiosi. Bisogna, “parlare, parlare,parlare”. La Luigi Amabile di Avellino sta svolgendo un percorso splendido». Don Luigi Merola, uno dei massimi riferimenti italiani nella lotta alla camorra, è nel capoluogo irpino per parlare agli studenti. (Clicca sulla foto di copertine a guarda il video. A fine articolo tutte le foto)
Un altro nome prestigioso nel percorso sulla legalità creato dalla preside dell'Istituto Luigi Amabile di Avellino, Antonella Pappalardo, e dalla professoressa Serafina Trofa.
Quando arriviamo nello spiazzale della scuola ci sono già le auto della scorta di Don Luigi Merola. Il prete non si sottrae alle domande sull'imprenditoria collusa con la camorra. Prendiamo spunto dalla riflessione del direttore di Ottopagine Luciano Trapanese. Chiediamo a Merola come si possa agire in contesti al limite. Quelle imprese finanziate dalla camorra che danno centinaia di posti di lavoro ai cittadini. E permettono ai camorristi di riciclare denaro difendendosi dietro lo scudo dei dipendenti. Le altre attività del territorio vengono danneggiate perché non possono competere con prezzi al ribasso.
Dice Merola: «Quando un imprenditore fa affari con la mafia sa che la sua impresa è destinata a morire. Poi è necessario avere dei bravi amministratori giudiziari. Dopo la confisca di un bene, queste figure devono assicurarsi di mantenere i posti di lavoro prima assicurati dalle attività gestite dalla malavita. Altrimenti rischiamo che lo Stato vinca, ma porti povertà. E questo non possiamo permetterlo».
Oltre a Merola è presente all'Amabile il giornalista siciliano Paolo Borrometi. Una sua inchiesta giornalistica ha portato allo scioglimento del comune di Scicli per infiltrazioni malavitose. Il cronista è stato perciò minacciato così come la sua famiglia. Altre sui inchieste hanno riguardato anche i trasporti su gomma gestiti dai Casalesi. E lo spaccio di droga a Gioia Tauro.
Borrometi spiega: «Spesso in questo lavoro hai paura. Ti chiedi se ne valga davvero la pena. Quando dire la verità può costarti minacce o peggio. Poi pensi al vento fresco della libertà. Non è solo un modo di dire. Sai che stai facendo quello che è giusto, tutto acquista un senso. E continui a combattere».
Quello di oggi è il terzo incontro sul tema della legalità organizzato dalla Luigi Amabile. Nei precedenti appuntamenti sono stati ospiti della scuola avellinese il pm della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia), Francesco Soviero. E poi il vice-capo della polizia nazionale, il prefetto Matteo Piantedosi.
Se hai un disservizio o una storia da segnalare invia le tue segnalazioni alla mia mail: fantucchioandrea@gmail.com o sulla mia Pagina Facebook "FantucchioandreaGiornalista".
Puoi anche scrivere a: redazione.ottopagine@gmail.com o a ottochannel.tv@gmail.com. O alle nostre pagine Facebook: "Ottopagine", "Ottopagine Avellino", "Ottopagine Benevento", "Ottopagine Napoli".
