di Andrea Fantucchio
Maglie rosse, bandiere, voci decise. I comitati ambientalisti della Valle del Sabato questa mattina si sono riuniti di fronte alla Prefettura di Avellino. Mentre le istituzioni discutono con privati, Arpac e Asl, per la soluzione dell'emergenza rifiuti, e si ripensa allo Stir, i cittadini protestano. (Clicca sulla foto di copertina. Ascolta tutte le interviste - A fine articolo tutte le foto - Ore 14.00 interviste e esito dell'incontro su Ottochannel, canale 696 sul digitale terrestre).
Dicono: «Si ripensa alla Valle del Sabato, come se niente fosse accaduto. Insomma, se la politica ha fallito, passi la mano». «E' inconcepibile che si continui a martoriare un territorio così compromesso. Lì ci sono le nostre case. Che non sono pattumiere». «Inutile provare a incontrare i riferimenti Regionali. Sia il governatore De Luca, che il vice-presidente e responsabile all'ambiente, Fulvio Bonavitacola, non si sono degnati di risponderci. E, intanto, si ripensa ancora all'ampliamento dello Stir».
Quando i comitati arrivano sul posto, sono già saliti in prefettura i sindaci, Valentino Tropeano di Montefredane, e Vito Pelosi di Serino. Ci sono anche i rappresentanti dell'Arpac, che deve esprimersi sull'utilizzo dello Stir per il deposito della frazione umida. E quelli dell'Asl, che dovrebbe parlare dell'inquinamento della zona. Nonché dei pericoli legati a eventuali malattie connesse proprio agli agenti inquinanti. Non ci saranno le risposte adeguate.
Arrivano anche gli imprenditori, ci sono la Fir Ecologia di Manocalzati, la Dentice Pantaleone di Montefredane, la Defiam di Serino. Il loro parere è immutato rispetto ai giorni scorsi: non vogliono prendersi in carico i rifiuti. E soprattutto senza avere le rassicurazioni che un simile accumulo di immondizia violi i vincoli previsti dalla legge.
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