di Andrea Fantucchio
Non sono previsti altri arrivi di immigrati ad Avellino. Per il convento delle suore Stimmatine di Corso Umberto I, gli uffici stanno studiando le carte relative all'assegnazione della struttura. A parlare è il Prefetto di Avellino, Carlo Sessa. Poco prima di iniziare la conferenza di presentazione dello sportello anti-usura in Irpinia. Ne approfittiamo per fare il punto sull'accoglienza in città.
Continua Sessa: «Come vi dicevo, al momento non sono previsti altri arrivi. I nostri uffici continuano comunque a lavorare. Si sta realizzando un controllo di tutte le cooperative. Quelle che si sono dette pronte a dare una mano all'interno del percorso di accoglienza previsto in città».
Sul convento delle suore Stimmatine: «Si stanno studiando le carte. Non c'è impellenza: non sono previsti arrivi di migranti. Aspettiamo poi indicazioni in questo senso».
Sulla destinazione d'uso del convento che aveva fatto discutere. Sessa evita polemiche: «Io credo che le suore sapessero che era destinato ai migranti quando hanno firmato il contratto. Ma ripeto, questo è un discorso che possono chiarire soltanto loro».
Un piccolo giallo quello del convento. Ve lo ricorderete. Quando si era diffusa la notizia dell'arrivo di oltre ottanta migranti, da ospitare nella struttura religiosa, i cittadini del quartiere avevano protestato. Con lenzuola bianche, chiedendo alle istituzioni chiarezza. In sintesi domandavano: cosa faranno gli immigrati ospitati? Come si potrà offrire adeguata assistenza a un simile numero di ragazzi, calati in un quartiere in spopolamento e abbandonato dalle istituzioni? (CLICCA QUI E GUARDA LE INTERVISTE DEI CITTADINI)
Domande che avevano spinto il Comune ha proporre un piano alternativo di assistenza. Quello degli Sprar, progetti destinati a piccoli gruppi di migranti. Ma intanto il discorso relativo al commento delle Stimmatine restava aperto (CLICCA QUI E GUARDA L'INTERVISTA AL SINDACO). Regalando diversi colpi di scena. In un primo momento si era parlato addirittura di dieci giorni per assegnare la struttura. Poi la procedura si era arenata. Quindi dei migranti erano davvero arrivati ad Avellino. Per essere però ospitati a San Tommaso. In due edifici in collina.
Adesso, come avete letto, il procedimento di assegnazione del convento è ancora fermo. Insomma, sembra esserci poca chiarezza. E i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo.
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