di Andrea Fantucchio
«Non ci sarà uno scontro con la Regione. Dopo che Avellino, Prata e Atripalda, hanno deciso di ricorrere al Tar contro l'ampliamento dello Stir. Previsto da Palazzo Santa Lucia. Pare che la Regione Campania stia per emettere un atto formale col quale chiarisce di non voler più ampliare il deposito di Pianodardine». Il sindaco di Avellino, Paolo Foti, parla all'indomani della decisione dell'amministrazione cittadina di ricorrere al Tar. Contro l'ampliamento dello Stir. (Clicca sulla foto di copertina e guarda l'intervista. Riprese: Matteo Piscopo)
Il sindaco spiega: «Come ha detto anche l'assessore all'Ambiente Augusto Penna, si poteva evitare il ricorso a Tribunale amministrativo regionale. E attendere che la Regione formalizzasse l'intenzione di non ampliare il deposito di rifiuti. Vorrà dire che il ricorso al Tar spingerà la Regione a ripensare il ciclo dei rifiuti in Irpinia. E soprattutto l'impiantistica. Avellino paga il prezzo più alto. Perché l'umido viene temporaneamente alloggiato in depositi come lo Stir. Per poi essere trasferito a Padova, con un aumento dei costi. Per far risparmiare i cittadini, servirebbe invece un impianto adeguato a a chiudere la lavorazione dei rifiuti. Direttamente qui in provincia».
Una necessità già evidenziata dal manager di Irpiniambiente, Nicola Boccalone. Intanto, per il capitolo rifiuti, resta attivo il piano di emergenza. Fino a che non si conoscerà il futuro dello Stir. La Provincia deve ancora esprimersi sull'utilizzo del deposito di Pianodardine, dissequestrato sabato, per la trasferenza dei rifiuti umidi.
Una decisione, che il presidente Domenico Gambacorta, potrà prendere solo col parere della conferenza dei servizi. E nello specifico, dell'Arpac. Ente che, recentemente, si era detto contrario. Una scelta che aveva poi innescato l'emergenza. Con la sospensione della raccolta per 52 comuni irpini.
