di Andrea Fantucchio
(Clicca sulla foto di copertina e guarda il servizio di Ottochannel. Di Angelo Giuliani, riprese e montaggio: Matteo Piscopo) Niente più gestione allegra e mancati controlli. L'amministratore di Acs (Municipalizzata di Avellino), Giovanni Greco, fra presente e futuro della partecipata comunale finita sotto inchiesta. A margine della conferenza dei capigruppo di questa mattina. All'ordine del giorno c'erano i bilanci proprio di Acs e del teatro. Ma il tema Gesualdo, non è stato toccato. A causa dell'assenza del segretario, Riccardo Feola. Assenza che ha fatto protestare e non poco i consiglieri d'opposizione.
Torniamo ai contenuti dell'incontro. E' ancora presto per dirlo, ma pare che Acs non sarà liquidata.
Spiega Greco: «Presenteremo un piano d'impresa. Incentrato principalmente su più controlli, razionalizzazione delle attività e quindi delle spese, e incentivazione dell'importanza data agli organi di supervisione».
Duro il parere dei consiglieri d'opposizione, Dino Preziosi e Giancarlo Giordano.
Dice Preziosi: «Dover coprire 800mila euro (il buco di Acs) può essere drammatico per i cittadini. I fondi possono essere reperiti solo attraverso il taglio delle spese e quindi dei servizi offerti. O attraverso i tributi».
Giordano gli fa eco: «Assistiamo a una prassi consolidata del Comune di Avellino. Come per il teatro, oggi ci rendiamo conto che anche per Acs, non c'è stato alcun controllo. Si è lasciato che tutto andasse alla deriva».
