E' morto Elio Graziano. Avellino saluta il suo presidentissimo

Si è spento uno degli imprenditori che rappresenta, nel bene e nel male, la storia irpina

Graziano era una figura che divideva. Amatissimo dai tifosi, che lo ribattezzarono “Papà Elio”, disprezzato da quegli operai che lo vedevano come il principale artefice della loro tragedia umana.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

E' morto l'imprenditore Elio Graziano. Si è spento nella sua camera di ospedale, dove era ricoverato da giorni. Da tempo combatteva contro la malattia.

Con la morte di Graziano, se ne va anche un'epoca che ha segnato Avellino e l'Irpinia tutta. L'imprenditore salernitano ha avuto una vita controversa. Presidentissimo dell'Avellino Calcio, era famoso per i suoi atterraggi in elicottero ben prima che Silvio Berlusconi li rendesse famosi. Graziano è stato anche il proprietario dell'Isochimica, stabilimento di Pianodardine, ribattezzato poi fabbrica dei veleni. Per tutti gli operai impiegati lì dentro, morti a causa dell'inalazione di amianto.

Graziano era una figura che divideva. Amatissimo dai tifosi, che lo ribattezzarono “Papà Elio”, disprezzato da quegli operai che lo vedevano come il principale artefice di una tragedia umana che poi si è prolungata per trent'anni. Portandosi vita tante vite che ancora cercano giustizia nelle aule di tribunale. Il nome di Graziano è anche legato a un altro scandalo, quello delle “lenzuola d'oro”, utilizzate nelle carrozze di Ferrovie dello Stato.

Il presidente è stato un uomo dalle dichiarazioni forti che da queste parti non scorderanno mai. Una su tutte , “La Coca Cola fa più male dell'amianto”. O quella lettera, arrivata due fa, nella quale si definiva vittima di un complotto. Riferendosi alla dispersione di amianto nella zona di Pianodardine. Scriveva Graziano: «Hanno voluto creare il terrore nella zona dell'Isochimica. Dove era in questi momenti di terrore la ditta incaricata a bonificare l'Isochimica? Cosa curava il curatore? Cosa faceva il giudice del fallimento?»

Dichiarazioni che si erano portate dietro inevitabili polemiche. Come accadeva sempre, ogni volta che il presidentissimo, anche quando da tempo si era ritirato a vita privata, decideva di parlare. Con lui se ne va un'altra pagina di quel libro che la storia irpina, nel bene e nel male, non potrà mai cancellare.