«Per Graziano è arrivata prima la giustizia divina»: VIDEO

Guarda l'intervista a Carlo Sessa. Gli operai dell'ex Isochimica non perdonano l'imprenditore...

(Clicca sulla foto di copertina e guarda l'intervista) Sessa: «Nel 2015 Graziano spedì una lettera ad una testata locale. Accusava quattro ex operai, fra i quali il sottoscritto, di essere terroristi che avevano cospirato ai suoi danni»

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

(Clicca sulla foto di copertina e guarda il video) «Di fronte a un essere umano che muore, è difficile commentare. Ma qualcosa va detta. Anche per i tanti operai deceduti coi quali Elio Graziano non si è mai scusato. Anzi». Carlo Sessa, raggiunto a telefono, parla della morte di Elio Graziano.

E si fa portavoce del sentimento che anima tanti lavoratori dell'ex Isochimica. Per i quali neanche la morte dell'imprenditore salernitano, può cancellare un risentimento cresciuto negli anni. Alimentato dalle vittime che ancora non trovano giustizia. Uccise dall'amianto, certo, ma anche della speculazione perpetrata ai loro danni.

Racconta Sessa: «Nel 2015 Graziano spedì una lettera ad una testata locale. Accusava quattro ex operai, fra i quali il sottoscritto, di essere terroristi che avevano cospirato ai suoi danni. Insisteva negando le sue colpe. Per lui la giustizia divina è arrivata prima di quella terrena». (Guarda anche il commento della Curva Sud, con Franco Iannuzzi, sulla morte di Graziano)

Parole dure, figlie di un rapporto fra Sessa e l'imprenditore, che ha spesso superato il punto di non ritorno: «Io ero il suo nemico storico. Mi ha licenziato sette volte, salvo poi ammettere di aver sbagliato. Voleva farmi passare per il Renato Curcio delle Brigate Rosse. Ho un solo rimpianto: la tragedia di trent'anni fa si poteva evitare».

Sessa è visibilmente emozionato: «Nel 1985 denunciammo per la prima volta la situazione dell'Isochimica. Voglio ricordare a tutti, quanto Elio Graziano e i suoi complici siano costati alla collettività: dodici milioni di euro per la bonifica da realizzare a Pianodardine. Senza contare gli altri risarcimenti. Purtroppo, sul finire degli anni '80, Graziano era potentissimo. Presidente dell'Avellino Calcio, un intoccabile. In tanti, anche nel nostro quartiere di Borgo Ferrovia, ci lasciarono soli. Dandoci degli sfaticati».

Sessa ha tantissimi ricordi legati alla sua esperienza come operaio dell'Isochimica. Sceglie una frase di Graziano divenuta tristemente celebre, “la Coca cola fa più male dell'amianto”.

Racconta Sessa: «Quelle parole furono pronunciate trent'anni fa, durante la trasmissione Samarcanda. Graziano aggiunse che tutti noi operai eravamo come dei figli. Ma io non ci ho mai creduto. Altrimenti non avrebbe speculato così sulla nostra pelle e su quella delle nostre famiglie»