di Luciano Trapanese
Quei diciotto milioni potrebbero cambiare il volto delle periferie avellinesi. Diciotto milioni stanziati dal governo e che hanno “premiato” solo 24 città italiane (tra queste Napoli, dove saranno abbattute le famigerate Vele di Scampia).
Un obiettivo importante, capace di segnare in positivo una consiliatura che ha fatto di tutto per ricevere giudizi negativi. Eppure Foti e la sua amministrazione non riescono a comunicarlo ai cittadini avellinesi.
Nessuna conferenza stampa. Nessuna comunicazione ufficiale, ricca, dettagliata. Che spieghi a una città in attesa come e cosa cambierà.
Dall'altra parte – e solo per restare in Campania – il sindaco comunicatore, Luigi de Magistris, sta spiegando ai quattro venti il significato di un successo che apre a Napoli “il sol dell'avvenir”.
Lo abbiamo già detto. Al netto delle deficienze di una amministrazione che si è rimescolata più volte, vittima della schizofrenia di un Pd che in Irpinia è più sfasciato che altrove, ostaggio di ambizioni personali e di un primo cittadino che ha mostrato spesso di non avere alcune qualità necessarie in politica (l'ascolto e la mediazione), quello che è davvero mancato – in modo totale – è la comunicazione.
Quel filo diretto con i cittadini per raccontare quello che si fa, i progetti, le visioni, le oggettive difficoltà.
Ora, che tutti si interrogano perplessi sul cubo in piazza Libertà, non sarebbe più utile raccontare ai cittadini cosa e come cambieranno le periferie con quella pioggia di milioni?
Noi lo sappiamo, certo. Ma abbiamo dovuto interrogare i diretti interessati.
E allora, è chiaro, il sindaco ci ha detto che «Avellino cambia pagina», che a Bellizzi, Quiattrograna Est (il vero ghetto cittadino), a rione Parco, a Bellizzi ci saranno interventi importanti. Sarà chiusa la dolorosa pagina dell'amianto nelle case. Che probabilmente molti cantieri eterni arriveranno a conclusione.
Ma non sarebbe stato importante comunicare e bene, e con dovizia di particolari, tutti quei progetti? Fornendo inoltre le date di inizio e fine lavoro, caratterizzando quest'ultimo anno e mezzo di consiliatura nel segno positivo del fare?
E' l'ultima occasione per Foti e i suoi di lasciare un segno in questa città. Per non essere ricordato – come pure continuano a dichiarare in tanti (l'ultimo è stato Antonio Gengaro) – che questa è stata la peggiore amministrazione della storia avellinese.
Se Avellino cambia pagina lo sapremo. Di certo saremo lì, a informarvi sui progetti, sui lavori, su quello che si vuole fare e si farà. Ascolteremo amministratori, tecnici e cittadini. Costantemente. Se la città ha davvero l'occasione di voltare pagina, dopo anni di decrescita infelice, è l'ora di partire da qui.
La prossima amministrazione avrà a disposizione un terreno fertile per ripartire (con o senza Foti).
