San Tommaso, chiesa cade a pezzi. Ma lì dentro si entra

Degrado sulla Collina Liguorini. Guarda lo speciale di Ottopagine...

(Clicca sulla foto di copertina e guarda lo speciale di Ottopagine)Quando arriviamo sulla collina Liguorini, a San Tommaso, vediamo che gli edifici adiacenti alla vecchia chiesa sono aperti.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

(Clicca sulla foto di copertina e guarda lo speciale di Ottopagine) «Quella chiesa – ci dicono i cittadini – è chiusa da dopo il terremoto del 1980». Quando arriviamo sulla collina Liguorini, a San Tommaso, vediamo che gli edifici adiacenti alla vecchia chiesa sono aperti. Ci entriamo con Carmine Losco e Antonio Comella, per tutti il "Principino".

All'interno della struttura mura bruciate e graffiti. C'è chi continua a entrarci. Troviamo in quei vani diverse tracce di vita: pentole, cartelle per scommesse, qualche cucchiaio.

Tutt'intorno il tempo sembra esserci fermato. Sul pavimento impolverato un cartellone con diverse fotografie che mostrano com'era il quartiere un tempo. Quando la chiesa ancora funzionava e qui si celebravano i matrimoni. Fotografie sbiadite, mentre negli altri vani dell'edificio il passato è stato strappato via. Come un pezzo di muro. Di fronte a noi un largo varco nella parete attraverso il quale entriamo nelle altre stanze della struttura. Tutt'intorno un tavolo, delle sedie, altre pentole e persino un tagliaerba.

La chiesa dei Liguorini è invece un altro patrimonio rubato alla città. In stile gotico, un tempo era il centro del quartiere. Poi con la costruzione della nuova parrocchia l'edificio è stato abbandonato.

Così come l'area della collina Liguorini. Qui, ci dicono i cittadini, manca anche l'amministrazione quotidiana: lo stralcio dell'erba, la cura del manto stradale, la riqualificazione degli spazi dedicati ai bambini. Nel campo del vecchio oratorio c'erano persino le siringhe, fino a quando i genitori si sono rimboccati le maniche e hanno aggiustato tutto come potevano.

La sintesi del nostro viaggio è riassunta nel miglior modo possibile dal silenzio di una signora che abita nei palazzi di fronte alla chiesa. Garbatamente ci dice: "Non ce la facciamo più a denunciare questo schifo. Siamo rassegnati, grazie lo stesso". 

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