«Sfollati presi in giro. 7 mesi per 25 casette.Anzi container»

La nota del presidente di Alternativa Futura per l'Italia ad Amatrice

«Era il 23 luglio 1930, quando una forte scossa di terremoto pari a 6,7 gradi sulla scala Richter, X su scala Mercalli, interessò il Monte Vulture. Ingenti i danni, soprattutto in Basilicata, Campania e Puglia. Distruzione nelle province di Potenza, Matera, Benevento, Avellino e Foggia. L'evento sismico causò 1.404 morti, prevalentemente nelle province di Avellino e Potenza, interessando oltre 50 comuni in 7 province - così Pietro Serra, Presidente Nazionale "Alternativa Futura per l'Italia" -. La ricostruzione fu pressoché immediata. In appena 3 mesi, il Regime Fascista riuscì a costruire 3.746 case e ripararne 5.190. Con un dato di fatto. Le palazzine edificate in quel periodo, resistettero ad un altro importante terremoto, quello dell’Irpinia, che colpì la stessa area il 23 novembre 1980.

Altro esempio di ricostruzione immediata ed efficente, è quella de L'Aquila. Durante il Governo Berlusconi, con Guido Bertolaso a capo della Protezione Civile, vennero consegnati in 3 mesi, circa 3.000 alloggi. Tuttavia, la corruzione fece il resto. Isolatori sismici fallati, infiltrazioni d’acqua, riscaldamenti rotti, cedimenti di intonaco e terrazzi, nessun servizio intorno, né pubblico né privato, le prove più evidenti. Il tutto dentro 185 palazzine sparse nella periferia che oggi rappresentano nuove aree di degrado. 

Fatti che preoccupano non poco, soprattutto in questi giorni, dove lo scosse vengono registrate dentro la Città. Un'eventuale replica di quanto avvenuto il 6 aprile 2009, che provocò oltre 300 vittime, manderebbe giù tutte le strutture. Perciò la Procura de L’Aquila aprì un’inchiesta sui 7.000 isolatori sismici che sostengono i 185 palazzi. E la scoperta fu shockante: almeno 200 degli isolatori sismici a pendolo montati sui pilastri che sostengono gli edifici, sono destinati a sbriciolarsi se mai la terra dovesse tornare a tremare in maniera consistente.

Rimane un flop, invece, la ricostruzione targata Partito Democratico. A 7 mesi dal drammatico terremoto di magnitudo 6.0 Richter ad Amatrice, peggiorato dalla scossa del 30 ottobre a Norcia di 6,5, sono state appena 25 le S.A.E. (Soluzioni Abitative d'Emergenza) consegnate al Campo Zero di Amatrice. Dal canto suo, l'amatriciano Sergio Pirozzi parla di "tappa del percorso di rinascita", ma i cittadini non ci stanno e protestano: "Siamo stanchi: sette mesi per consegnare queste case, che case non sono. Nessuno ascolta i cittadini. Sono più che arrabbiata, sono delusa. Mi sembra che siano passati 7 mesi per avere 25 casette, anzi container travestiti da casette", ha riferito, Rita D'Annibale, anch'essa sfollata, interrompendo più volte, insieme ad altri residenti, la cerimonia di consegna. Si tratta della prima area, ma ne seguiranno altre 6 ad Amatrice, e 24 nelle frazioni, per un totale di 30 aree di realizzazione delle casette nell'intero territorio comunale.

Uno schiaffo che pesa come un macigno per gli amatriciani. Conclusa l'emergenza, non si è fatto ancora nulla. Soprattutto davanti ad istituzioni incapaci di gestire la situazione. E mentre si parla di nuove abitazioni, le macerie devono essere sgomberate dalle zone rosse.