Isochimica. I tre dirigenti prima prosciolti tornano imputati

Con l'accusa di disastro ambientale. I tre dirigenti del Comune di Avellino

Il dibattimento, fissato per il 20 aprile dal giudice per le indagini preliminari Antonio Sicuranza, sarà poi riunito al processo principale. Il 28 aprile dovrebbe esserci la lettura dell'ordinanza per sciogliere le questione preliminari.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Annullato il proscioglimento dei tre dirigenti del comune di Avellino accusati di disastro ambientale nel processo Isochimica. Il ricorso della Procura è stato accolto dalla terza sezione della Corte di Cassazione. Ora ci sarà l'udienza preliminare per i tre imputati.

Il dibattimento, fissato per il 20 aprile dal giudice dell'udienza preliminare Antonio Sicuranza, sarà poi riunito al processo principale. Il 28 aprile dovrebbe esserci la lettura dell'ordinanza per sciogliere le questione preliminari. Fra le quali quelle dell'avvocato Francesco Maria Micciché che ha chiesto l'autorizzazione a citare quali responsabili civili, nel processo penale, il Ministero di Economia e Finanza (all'epoca dei fatti Isochimica, Ministero del Bilancio e del Tesoro) e Ministero delle Infrastrutture (allora Ministero dei Trasporti).

I due ministeri erano proprietari dell'ente allora chiamato "Ferrovie Spa", committente dell'Isochimica per la scoibentazione dei vagoni ferroviari. Un rapporto che è durato fino al 1988, anno di cessazione delle attività lavorative all'interno dello stabilimento di Pianodardine. Prima del definitivo fallimento dichiarato nel 1990. Dopo l'udienza del 28 aprile il processo si sposterà nell'aula bunker di Poggioreale a Napoli. Per ragioni logistiche e di sicurezza. L'aula della corte d'assise di Avellino non può infatti contenere più di cinquecento persone.

Oltre all'avvocato Micciché, la squadra di avvocati che difende le parti civili è composto da: Carmine Monaco, Domenico Carchia, Gerardo Santamaria e Brigida Cesta.