«Il rogo,la mia famiglia distrutta.Finalmente torniamo a casa»

La signora Barchiesi: 3 mesi di lacrime, ma torniamo a casa grazie al geometra Testa e Borriello

Avellino.  

 

di Simonetta Ieppariello

 

Erano i giorni più belli. Era il tempo della festa, quando una famiglia intera si ritrova. Mancavano pochissimi giorni al Santo Natale. Poi, quel corto circuito maledetto ha innescato l’inferno, ha cancellato e distrutto tutto. Una scintilla e le fiamme che hanno divorato i sacrifici di una famiglia intera. Trentamila euro di danni stimati. La disperazione di trovarsi sfollati. Solo il caso ha voluto che tutti si salvassero, sentendo l’odore forte e acre di quel fumo nero che, in pochi attimi, ha ingoiato tutto.

Un salto all’indietro. La disperazione. Le lacrime nel vedere distrutto quanto costruito con amore e sacrifici per una vita intera. Il dolore grande di non poterci vivere più in quella casa. «Gli ambienti sono inagibili», decretava la relazione impietosa e reale dei caschi rossi, arrivati subito per scongiurare il peggio.

E’ successo il 18 dicembre scorso nel popolare rione San Tommaso. Ad avere la peggio una famiglia amata e stimata nel rione: la famiglia di Gennaro Preziosi e Rina Barchiesi.

Rina, una donna solare amata da tutti per quella sua innata propensione a legare, conoscere, accogliere il prossimo. Una donna dal cuore grande che in quella casa aveva sempre ospitato tutti con amore e convivialità. «Mi sentii distrutta. Vidi la mia adorata casa sparire tra le macerie. Tutto accadde in momenti così concitati, che sembrava di vivere un film. La disperazione fu seguita dalla rabbia, poi sprofondai in uno stato di abbattimento inispiegabile. Non vedevo  luce. Non vedevo soluzione di sorta - racconta Rina, con malcelata emozione -».

Dopo tre mesi di sacrifici e risalita finalmente la prossima settimana la famiglia di Rina e Gerardo, con i suoi figli potranno tornare a casa loro. «Non mi sembra vero. E se ho contattato la vostra redazione e perchè sento il bisogno autentico di ringraziare chi ha permesso tutto questo in tempi comunque necessari. Voglio ringraziare il geometra Maurizio Testa e il geometra Sergio Borriello dell’Iacp. Uomini del fare, esempi positivi di una burocrazia di un sistema che funziona. Siamo persone semplici e oneste. Non siamo figli di nessuno e abbiamo contato sul sistema che, è bene dirlo come esempio vero e concreto di un’Italia che funziona, è stato efficace e rapido. Finalmente torniamo a casa e la gratitudine rispetto a questi due professionisti resta l’insegnamento più grande. La speranza esiste, le persone perbene ci sono, le istituzioni sono fatte di persone e per questo motivo funzionano e bene se a reggerle ci sono persone così. Grazie di cuore. Vi siamo immensamente grati per aver seguito senza lesinare sforzi il nostro caso, la nostra storia, la nostra vita. E poi la nostra famiglia a partire dai miei parenti, da mio genero Dante Gagliardo, che hanno fatto di tutto per aiutarmi accogliendomi, aiutandomi e sostenendomi in ogni maniera. Semplicemente grazie. A tutti».