di Simonetta Ieppariello
E' morto poco fa Bianco, il Re Leone come in tanti amavano chiamarlo. Un meticcio maremmano, per il quale tanti giovani, e non solo, avellinesi nei mesi scorsi si erano mobilitati, per evitare che venisse rinchiuso in un canile.
«Alla fine non ce l'ha fatta. Abbiamo provato a salvargli la vita. Tutto inutile. La sua salute non ha retto. Una notte di grande dolore per lui, per noi. Poi è morto - commenta Antonio Fiore, uno dei promotori della petizione per lasciarlo libero in città -. Se ne è andato il gigante buono della città di Avellino. Un simbolo. Un cane che ha fatto riscoprire a tutti il senso pieno della libertà e dell'umanità in una città smarrita tra cantieri eterni e poca sensibilità. Non vederlo più segnerà il grande vuoto. Ma nel segno del suo amore andremo avanti, per rimarcare la necessità di amare e vivere i nostri spazi comuni, nel rispetto del prossimo».
«Come tanti viandanti della strada, il Leone Bianco ha rappresentato un regale simbolo di libertà. Con questa stessa nobiltà se ne è andato in silenzio. Siamo sicuri che nei Campi Elisi ritroveremo il suo sguardo fiero insieme al calore dei tanti piccoli amici animali che amiamo. Propongo una stele che possa ricordare la sua aristocratica presenza e la sua ribelle indipendenza nei luoghi in cui è vissuto». Commenta il professore Toni Iermano, già assessore alla Cultura del Comune di Avellino.
La notizia rimbalza sul social. «E' appena deceduto BIANCO - posta Gianni Alemanno -, il Re Leone che in tanti amavamo e altrettanti invece, temevano. Un esempio di bontà e dolcezza non c'è più, e noi a volte così ingrati con la vita, avremmo dato quanto di più caro perché questo non fosse accaduto.
Si trascinava da qualche mese e nonostante l'attenzione e le cure che non mancavano di somministrargli con affetto e dedizione Antonio Fiore e tanti altri, questo dolce amico che sapeva riconoscerci uno a uno, non ce l'ha fatta.
Non ci vergogniamo di raccontare le lacrime che copiose scendono sul viso di molti, perché alla Carità e all'amore non c'é mai fine, e chi non riesce a capirlo, beh, siamo tristi anche per lui.
A presto amico, non temere, ci rivedremo...!».
«Non mi piace scrivere cose serie su fb, ma oggi non posso non farlo.
Mi piace dirti solo CIAO amico mio e non addio perché quest'ultima è una parola che detesto. Ciao Leone Bianco e grazie di essere stato nella mia vita come il miglior cliente del mio locale. Mi hai ripagato con la moneta più rara su questa terra, l'affetto puro. Ciao Biancó, a presto!». Commenta con malcelato dolore Piero Lovuolo uno degli esercenti e imprenditori del centro antico che col cuore buono ha sempre accolto e coccolato quel grosso e adorato meticcio.
