Tributi locali, per ogni avellinese 500 euro di evasione

Fanno pensare i 28 milioni di euro di avvisi di accertamento dell'Assoservizi

In una cittadina di 56mila abitanti come il capoluogo irpino si tratta di una cifra considerevole. Al netto degli errori della srl concessionaria e della buona fede di alcuni contribuenti, evadere o eludere qui da noi sembra essere una prassi diffusa

Avellino.  

di Alessandro Calabrese

Al di là di ogni considerazione sulla legittimità dell'affidamento della concessione e degli errori, ormai appurati e confermati, effettuati dall'amministrazione, il lavoro svolto sin qui da Assoservizi ha fatto emergente una verità intangibile: ad Avellino sono in molti ad evadere o almeno eludere in parte i tributi locali. Ventotto milioni di avvisi di accertamento, tra quelli già inviati e quelli che la srl avrebbe pronti in rampa di lancio, non sono certo pochi per una città di 56mila abitanti. È come se ogni avellinese evadesse 500 euro di tasse. Duemila una famiglia media composta da quattro persone.

Chiaramente nel calderone ci sono anche situazioni vecchie che aspettano di essere sanate da diversi anni.  Come pure ci sono atti da verificare, controllandone la bontà e la corretta applicazione del regolamento comunale, anch'esso da cambiare perché inadeguato. Al netto di tutto questo, però, c'è un dato incontrovertibile: la grave situazione di illegalità nella quale è piombato il capoluogo irpino. Probabilmente già da troppo tempo.

Che la concessione del servizio di accertamento e riscossione venga revocata o meno ad Assoservizi, insomma, i fatti parlano chiaro e mettono in evidenza la cattiva e diffusa abitudine tra i contribuenti di non dichiarare, almeno non del tutto, la verità. Verosimilmente in molti casi si scoprirà che le misure o i valori catastali erano sbagliati. In altri che si sono registrati errori a monte, magari nella registrazione degli elementi di calcolo. Oppure che finora non sono state applicate esattamente le regole per contabilizzare gli importi delle cartelle esattoriali. Ma anche considerando una cospicua percentuale di buona fede e qualche errore da parte del concessionario, 28 milioni di euro restano comunque una cifra molto alta. Oltre che un importo, pagato l'aggio alla società concessionaria del servizio, davvero importante per le casse del Comune.

In attesa di sapere quale sarà la conclusione della vicenda che ha ormai imboccato le vie legali, dunque, appare evidente che la prassi di compiere atti o avere comportamenti illeciti per non mettere mano al portafogli, purtroppo ad Avellino, come altrove, esiste ed è diffusa. Ne abbiamo già parlato in merito alle case popolari, le cui assegnazioni e occupazioni abusive hanno indotto la Procura ad aprire un’inchiesta. Così come la cronaca locale di recente è stata occupata da numerosi sequestri della Forestale per abusi edilizi e questioni di natura urbanistica. Per cui, fatte le dovute distinzioni, è inutile impegnarsi in una difesa ad oltranza di tutti i contribuenti. Come in tutte le categorie ci sono i buoni e i cattivi. Gli onesti e i disonesti. Ben vengano, quindi, i controlli. Specie se a farli è direttamente il Comune, forse l’unico ente capace di garantire la necessaria terzietà. Ma, in ogni caso, i tributi ci sono e vanno pagati, per far funzionare i servizi e creare una doverosa equità fiscale. Del resto, l’equazione “se tutti pagano si paga meno” sarà anche banale ma non fa una grinza.