Il deputato del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, esprime forte preoccupazione rispetto alla notizia diffusasi in questi giorni secondo la quale il Ministero dello Sviluppo economico qualche giorno fa avrebbe riaperto la procedura per il rilascio dell'autorizzazione alla ricerca di idrocarburi da parte della Delta Energy nelle province di Benevento e Avellino.
Per questo, in qualità di deputato della Repubblica italiana eletto nella circoscrizione Campania 2 ha chiesto al Ministro Federica Guidi di fissare un incontro al quale partecipare con una ristretta delegazione.
“La cittadinanza sannita ed irpina è giustamente preoccupata per le conseguenze che il progetto ‘Case Capozzi’ riguardante ben 18 Comuni, potrebbe avere sul piano della salute umana, dell’ambiente e dell’economia locale a forte vocazione agricola e vitivinicola – dichiara il parlamentare 5 Stelle – quindi, riteniamo quanto mai opportuno avviare un confronto costruttivo che tenga conto delle istanze provenienti dalla società civile nell’ottica del bene comune. Mi auguro che il Ministro Guidi si renda disponibile il più presto possibile ad un incontro al fine di prospettarle la nostra ferma, netta contrarietà ad operazioni di questo genere che non solo deturpano l’ambiente e pongono a repentaglio la salute dei cittadini ma mettono in ginocchio territori vocati alla produzione agricola e al turismo ecosostenibile”.
Il progetto di ricerca petrolifera della Delta Energy definito Case Capozzi coinvolge 18 comuni del Sannio e 4 dell'Irpinia. In particolare sono interessati i comuni sanniti di Foiano in Val Fortore, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, Castelfranco in Miscano, Ginestra degli Schiavoni, San Giorgio la Molara, Buonalbergo, Pago Veiano, Pesco Sannita, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Benevento, Pietrelcina, Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte, Apice, San Nicola Manfredi, San Giorgio del Sannio; e quelli avellinesi di Casalbore, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, Melito Irpino.
Nell'agosto del 2014 la Regione Campania si è espressa a favore dell'intervento, non ritenendo necessaria la procedura di Valutazione Impatto Ambientale. Stando al decreto pubblicato da Palazzo Santa Lucia la tecnica utilizzata per capire se nel sottosuolo del Sannio è presente petrolio sarà quella del vibrosies, onde elastiche che realizzeranno una sorta di ecografia del sottosuolo per un totale di 100 km di linee sismiche. Tecnica che per gli esperti non è immune da problematiche ambientali, soprattutto in zone sismiche come il Sannio e l'Irpinia.
Rossella Strianese
