«Nel nostro quartiere si sono ammalate tante persone e tante sono quelle che sono morte. Ma il quartiere vive». Paola Rescigno racconta una vita, la sua vita trascorsa a Borgo Ferrovia, a due passi dallo stabilimento dei veleni.
Paola racconta il calvario di sua madre, morta di tumore dopo anni di lotta. «E' stato un lungo calvario per tutti. Mamma viveva a solo 150 metri dell'Isochimica. Quando, dopo tanti anni, siamo venuti a sapere del veleno che c'era nell'aria abbiamo capito, realizzato che, forse, la malattia di mia madre poteva avere un nesso con quello stabilimento, la rabbia è stata tanta».
Nel racconto di Paola, componente dell'associazione Lotta per la vita, c'è disperazione e rabbia di chi da tempo chiede una bonifica e una salvezza per il territorio.
«A Borgo Ferrovia ci sono tante storie come la mia - racconta -. Tante persone si sono ammalate, e tante famiglie hanno lottato con loro. Solo che, col tempo, sembra il dolore, la rabbia per l'amianto si sia trasformato in silenzio. Sembra che le persone si sentano in colpa per essersi ammalate. Così è arrivato il silenzio. Ora ci siamo noi che ogni mercoledì ci riuniamo per parlare, programmare azioni e iniziative che non permettano a nessuno di dimenticare cosa è accaduto a Borgo Ferrovia. Ora dobbiamo lottare perché venga fatta la bonifica e perché ogni residente che lo voglia possa fare uno screening».
Simonetta Ieppariello
