Piano di zona A04, salta la riunione: 8 sindaci dal prefetto

Il presidente del Coordinamento La Verde: è grave, anch'io in prefettura per ristabilire la verità

Il vice sindaco del capoluogo irpino, Comune capofila, attacca: «Andremo avanti anche senza di loro, versino subito le quote di compartecipazione. Abbiamo già attivato tanti servizi, da loro solo la mistificazione di quella che è la realtà».

Avellino.  

Si accende lo scontro per il Piano di zona sociale A04. Questa mattina è saltata la riunione del Coordinamento Istituzionale per l’assenza di 12 sindaci sui 16 comuni rientranti nell’ambito. All’incontro fissato presso la sala consiliare di Palazzo di Città erano presenti solo il Comune di Avellino rappresentato dal vice sindaco Stefano La Verde e i Comuni di Montefredane, San Martino Valle Caudina e Tufo.

Gli assenti, a quanto pare, sono andati in Prefettura per rappresentare una serie di problematiche: il ritardo dei servizi che ancora devono partire, la mancanza di partecipazione alle scelte e alle strategie del Piano e la gestione accentratrice del Comune capofila. Una situazione già illustrata nei mesi scorsi attraverso una serie di note e comunicati accusatori inviati anche al presidente della giunta regionale Stefano Caldoro.

Di tutt’altro avviso, però, è il presidente del Coordinamento Istituzionale dell’Ambito sociale A04, La Verde, che parla di mancato versamento della quota di partecipazione e di bugie sulla gestione da lui guidata.

«Questa mattina si è consumato un fatto grave - spiega il vice sindaco - che impone una seria riflessione su quello che è stato fatto fino ad oggi dal Comune di Avellino, comune capofila,  per il Piano di Zona. Anche se  i quattro comuni presenti esprimono il 64,49% della popolazione residente nell’Ambito era necessaria la presenza di almeno 8 sindaci per lo svolgimento della riunione. Nonostante questa diserzione noi andremo avanti visto che la Convenzione ce lo consente. Abbiamo a cuore i bisogni della gente e intendiamo proseguire negli impegni che ci siamo assunti. Continueremo ad erogare i servizi così come stiamo facendo e chi dichiara il contrario mistifica la realtà».

Poi La Verde elenca i servizi già in fase di erogazione: «Si va dagli assegni di cura, all’assistenza domiciliare integrata, al sostegno socio educativo di assistenza scolastica,  al trasporto dei disabili, al sostegno delle ragazze madri, per citare alcuni dei servizi che vengono assicurati per l’intero ambito. A fronte di queste emergenze è mia intenzione anche andare dal Prefetto per evidenziare l’impegno che questa amministrazione sta portando avanti e per rappresentare la verità dei fatti».

Intanto sono otto i Comuni che alla data del 30 marzo 2015 non avrebbero versato la propria quota di compartecipazione obbligatoria né l’integrazione socio-sanitaria. In base all’elenco diffuso dal Comune di Avellino si tratterebbe di Capriglia, Grottolella, Pietrastornina, Prata P.U, Roccabascerana, Rotondi, Tufo e Preturo Irpino. Mentre i restanti comuni avrebbero versato dei piccoli acconti rispetto alla quota totale obbligatoria prevista dalla vigente convenzione.

Alessandro Calabrese