Segno della croce per i credenti, scongiuri per i superstiziosi e chat informative su Whatsapp con amici e parenti già in strada per i più tecnologici. Sono questi, ormai, i riti degli automobilisti avellinesi prima di prendere la macchina. L'apertura dei cantieri e la conseguente chiusura delle strade ha infatti reso il traffico cittadino intenso a qualsiasi ora del giorno. Indovinare la fascia oraria meno caotica è come un terno al lotto, o, se vogliamo, una roulette russa. Non esiste più solo l'orario di punta, assolutamente da evitare, e la circolazione veicolare risulta ingolfata fino a sera.
Il motivo lo sanno tutti, anche l'amministrazione comunale, ed è dovuto al fatto che i lavori di riqualificazione in corso in più zone del centro hanno di fatto chiuso ogni valvola di sfogo della mobilità cittadina. Concentrando tutto il carico del traffico sulle uniche direttrici ancora percorribili.
Ecco, quindi, che da Viale Italia a Piazza Libertà, la mattina ci vogliono tra i 15 e i 20 minuti. Mentre da via Colombo a via Circumvallazione è necessario quasi mezz'ora. Un disagio quotidiano incredibile per chi deve raggiungere l'ufficio o andare a scuola, così come per quanti devono svolgere le loro commissioni in centro. Un'odissea fatta di deviazioni, giri lunghi e, comunque, code. Ma non è tutto. Una volta giunti alla meta nasce il problema del parcheggio. Impossibile trovare un posto auto nei pressi della propria destinazione. E le strutture private spesso sono già piene o troppo fuori mano. Allora per chi lavora in zona è d'obbligo farsi un abbonamento e avere così la certezza del posto libero, comodità che però ha un suo discreto costo. Per tutti gli altri, invece, dopo l'ennesimo giro in macchina in cerca di una striscia blu libera (quelle bianche nel centro urbano di Avellino si sono estinte) scatta l'operazione countdown: Auto in doppia fila o parcheggio selvaggio e via di corsa nell'ufficio, in banca o alle Poste, per la pratica o il pagamento da effettuare. Facendo dentro - fuori per vedere se arrivano i vigili e stando sempre bene attenti a sentire se un ausiliario del traffico fischia. In molti casi "l'avventura" finisce con la pratica rinviata e la multa sul parabrezza.
Finalmente arriva il sabato e pensi che il calvario della settimana sia terminato. Assolutamente no. Dal pomeriggio traffico raddoppiato e di parcheggi neanche l'ombra. Ai cittadini, infatti, si aggiungono quanti vengono dai comuni della provincia per trascorrere la serata nel capoluogo. Il risultato? Nonostante la crisi le pizzerie sono piene (molte non accettano più neanche la prenotazione) e proprio quando hai trovato un posto per la macchina ti trovi di fronte a un bivio: per la cena tornare a casa o cambiare città?
Alessandro Calabrese
