Migranti, sfilano le storie di chi ha sfidato la morte in mare

Sit-in sotto la Prefettura di sindacati e profughi

Avellino.  

Più di mille morti in una settimana nel cimitero del Mediteranneo. L'emergenza immigrati assume proporzioni spaventose e anche ad Avellino i sindacati si mobilitano per fermare le stragi. Sit-in sotto il palazzo della Prefettura per dire no a misure drastiche come la distruzione dei barconi, sì invece all'apertura di corridoi umanitari. Con Cgil e Uil sfilano tante storie di ordinaria disperazione, come quella di Dimitri arrivato dalla Repubblica Centroafricana a bordo di un gommone o quella di Abdullah che ha pagato 250 euro per una traversata dalla Libia in cui ha visto morire cinque compagni di viaggio. I sindacati chiedono un'altra Europa, più solidale che non lasci l'Italia sola nel contrastare questa emergenza. Dalla Sicilia intanto lanciano l'allarme: un milione di altri profughi in arrivo nelle prossime settimane e sull'Irpinia inevitabilmente ci saranno ripercussioni per una provincia che già ne ospita più di 600. Ecco perché resta alta anche l'attenzione del prefetto Sessa che, al termine del sit-in, ha ricevuto una delegazione di rifugiati.

 

                                                                                                            Angelo Giuliani