Addio a Estela Picco: regina di colori, sorrisi e candele

Addio a una delle fondatrici di Animarte. Una donna che ha dedicato la vita agli altri. Il ricordo

Le esequie si terranno oggi pomeriggio alle 16 nella chiesa di San Modestino a Mercogliano. Ottopagine.it è vicina ai due figli di Estela e a tutti i cari che piangono la sua prematura scomparsa.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Un caro amico che conosci bene, Estela, mi ha chiesto di scrivere qualche parola per ricordarti. Gli ho promesso di farlo, come potevo dire di no? Ora però tutto mi sembra difficile. Da dove iniziare? Ricordo quando ci siamo incontrati, più di tre anni fa, nella sede della tua associazione Animarte che guidavi con Lidia Martone. 

Ricordo il tuo sorriso, durato per tutta l’intervista. Un sorriso autentico, che ieri si è spento a causa di una brutta malattia con la quale combattevi da tempo. Te ne sei andata con i tuoi cinquant’anni, in larga parte dedicati agli altri e a questa terra che ti aveva adottato. Tu argentina di nascita, ma italiana e sopratutto irpina d’adozione. 

Hai creato l’isola felice di Animarte, un luogo dove i più giovani potessero apprendere quel sapere artigiano, manuale, indispensabile in un’epoca nella quale tutte le cose importanti sembrano avere bisogno di uno schermo per realizzarsi. I tuoi strumenti erano altri: la tavolozza, quelle candele profumate, i colori.

Ricordo ancora l’accoglienza che mi riservasti con Lidia durante il nostro primo incontro. Eravate emozionate più voi che io, cronista alle prima armi, con la presunzione delle troppe domande e poca voglia di ascoltare le risposte. Con la vostra gentilezza e passione piano piano tu e Lidia mi avete conquistato. Raccontandomi le sfide, le gioie, le tante preoccupazioni, di due donne pronte sempre a darsi da fare per non rinunciare ai propri sogni. Avellino non vi ha risparmiato qualche delusione, le sue consuete gelosie che come tarli infastidiscono sempre quelli che vogliono fare qualcosa e lo fanno bene. E voi lo facevate bene davvero. Così il giovane cronista rimase in silenzio e venne fuori un grande articolo, autentico come quel sapere artigiano del quale eravate esperte custodi.

Ora però tu ti sei fermata, sei scesa dal treno per cambiare binario. E continuare un altro viaggio che non ci appartiene ancora. Mentre il tuo ricordo e quel sorriso, quella tavolozza e quelle candele, ci apparterranno sempre. Apparterranno per sempre a quei bambini e quei ragazzi che hai contribuito a far crescere. A quegli amici che con te hanno avuto la fortuna di dividere parte del percorso. Buon viaggio Estela Picco, che la terra ti sia lieve.