Malzoni, ipotesi contratti di prossimità. Stop ai superminimi

Slitta alla prossima settimana la riunione di venerdì tra sindacati e vertici dell'azienda

Contratti di prossimità con deroghe al contratto collettivo nazionale di lavoro e riduzione del costo del lavoro in generale restano, secondo quanto riferito dai vertici della clinica, le uniche ipotesi percorribili

Avellino.  

Caos alla Malzoni, slitta alla prossima settimana l'incontro tra vertici dell'azienda e sindacati dedicato al piano tagli e rivisitazione dei contratti di medici e infermieri. La riunione in programma per venerdì, slitta per impegni sopraggiunti di alcuni referenti sindacali. Sul tavolo i numeri dell'azienda e il debito cumulato pregresso, che oscillerebbe tra i 50mila e 60mila euro.

 

Resta critica la  situazione degli oltre 300 dipendenti della clinica Malzoni di viale Italia. Resta confermato l'esubero di 15 medici annunciato lo scorso 7 aprile e la proposta avanzata ai rappresentanti di categoria, conferma la peggiore delle ipotesi: tagli e contratti di prossimità, con riduzioni di stipendio all'orizzonte.

"Si cercano strade alternative, per scongiurare la chiusura della struttura", aveva spiegato ai nostri microfoni, Stefano Caruso dell'Ugl che annuncia per la prossima settimana una decisiva assemblea tra lavoratori e referenti di categoria per valutare e decidere delle proposte messe sul tavolo dal direttore sanitario Orazio Pennelli e dal cda della clinica di viale Italia. 

 

Contratti di prossimità con deroghe al contratto collettivo nazionale di lavoro e riduzione del costo del lavoro in generale restano, secondo quanto riferito dai vertici della clinica, le uniche ipotesi percorribili.

 

Ma nella manovra salva-clinica potrebbe essere contemplato anche l'abbassamento degli stipendi o l'eliminazione del saldo dello straordinario notturno, piuttosto che l'eliminazione dei superminimi per i medici e primari. Per queste ultime variazioni in busta paga, si tratta di assegni ad personam, variabili da medico in medico. Insomma degli "extra" da eliminare per riportare i conti in attivo. 

Intanto il sindacato chiede di conoscere nel dettaglio la situazione economica dell'azienda, per capire se accettare o meno quanto proposto ai lavoratori. Il quadro resta critico e, dopo l'ultima riunione in azienda, gli stessi referenti di categoria tentano di trovare un'intesa che aiuti la stessa azienda a continuare l'attività.

 

Alcuni referenti, invece, puntano a garantire, invece che i contratti di prossimità, quelli di solidarietà piuttosto che la cassa integrazione. Una scelta diversa, ma di maggiori garanzie. I contratti di prossimità, secondo alcuni sindacati, garantirebbero fin troppa discrezionalità all'azienda per eventuali tagli e ritocchi a stipendi e piani di lavoro, turnazioni e piani ferie. 

Simonetta Ieppariello