Irpinia e Sannio, comuni a secco di notte. Emergenza continua

Ieri comuni senz'acqua per la chiusura dell'impianto di Cassano. Continua l'emergenza irpina.

Il Presidente di Alto Calore Lello De Stefano: «Paghiamo le precedenti gestione scellerate. Ora ci assicureremo che l'Acquedotto Pugliese rispetti l'accordo fatto proprio su Cassano».

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

L'emergenza idrica potrebbe finire a dicembre ma non ci sono certezze. E' il presidente di Alto Calore Lello De Stefano a fare il punto della situazione a margine dell'incontro di questa mattina in Prefettura con alcuni sindaci irpini e tecnici dell'ente di Corso Europa.

Si parla dei disservizi idrici che attanagliano tanti comuni di Irpinia e Sannio, rimasti a secco anche stanotte. A causa della chiusura della pompa di Cassano imposta dall'Autorità Giudiziaria per l'azione di un cittadino esasperato dai rumori prodotti dall'impianto di sollevamento.

L'accordo di Cassano con l'Acquedotto Pugliese non è stato risolutivo come ci aspettava. E' lo stesso De Stefano a riconoscerlo.

«Il patto di Cassano – spiega il presidente di Acs – ci ha salvato rispetto a una precedente "concessione capestro". Ma dobbiamo far diventare irpine tutte le sorgenti del comprensorio di Cassano. Inoltre, proprio Cassano, non fornisce sempre gli 850 litri previsti. Con il calo delle sorgenti la Puglia a volte ci dà 790 litri, altre 803, altre ancora 808. Con meno di 850 litri a secondo andremo sempre in emergenza».

De Stefano preferisce non rispondere sull'ipotesi di un'eventuale entrata di un privato in Alto Calore e non risparmia il solito attacco alle gestione precedenti di Acs, colpevoli a suo dire di: «Decenni e decenni di incuria. Abbiamo regalato l'acqua alla Puglia. Con il rifacimento dell'impianto del Cassano e il finanziamento della terza pompa stiamo cercando di risollevare l'Irpinia, terra dell'acqua».

Quest'anno però è stato all'insegna delle emergenze idriche: prima le gelate di gennaio con lo scoppio di tanti contatori, poi l'emergenza estiva partita però in primavera a fine maggio con il calo delle sorgenti. Per la disperazione dei cittadini costretti ad arrangiarsi con taniche e bacinelle nonostante paghino regolarmente la bolletta dell'acqua.