di Andrea Fantucchio
La Campania ha soppresso il contributo alle ragazze madri. Tante le proteste arrivate alla nostra redazione. Abbiamo chiesto chiarimenti a Carmine De Blasio, direttore del piano di zona ambito a4, che si occupa dell'erogazione di quel contributo per i Comuni di Riferimento.
«Il Piano di Zona – spiega De Blasio – è solo un tramite che si occupa di distribuire alle ragazze madri un sussidio prima fornito dal Comune di residenza delle donne, dalla Regione e dalla Provincia».
«Dal primo agosto – ci spiega – Palazzo Santa Lucia ha comunicato che non verserà più il contributo. Sarà invece destinato un sostegno economico ai genitori soli con figli. Poi la Regione dovrebbe attivare diversi percorsi di contrasto alla povertà. Fra le quali una scheda prepagata che fornirà ai destinatari che rientrano nelle caratteristiche previste dal bando: 80 euro per ogni membro del nucleo familiare. Con quei soldi si potranno affrontare spese mediche, acquisti di beni alimentari, pagamento di bollette».
Chiaro che la sparizione del contributo abbia preoccupato e non poco diverse madri che si sono sentite abbandonati dalla Regione. C'è anche chi ha deciso di adire alle vie legali. Per ora un comitato di madri di Solofra, Santo Stefano e Atripalda hanno incaricato l'avvocato Dimitri Monetti di rappresentarle.
Monetti che, come rappresentante del “Dipartimento politiche per il sud di Forza Italia”, ha dichiarato: «Ho ricevuto una richiesta di aiuto da una delle tante ragazze madri dell’Irpinia che, da anni, percepiscono un contributo per i figli non riconosciuti. La Signora sostiene che, a pochi giorni dal giorno dell’invio del contributo, le viene comunicato che la Regione Campania , ha eliminato detto contributo. La notizia appare è uno schiaffo a chi ha più bisogno.
Invece di finanziare sagre e iniziative inutili, in un momento in cui la Campania e il Sud tutto boccheggiano, per colpa della grave crisi economica, bisognerebbe che la Campania e la maggioranza Pd dovrebbero pensare ad “amministrare” e non fare politica per non incoraggiare le “fritture”. Ci aspettiamo un chiarimento in merito a questa ulteriore grave vicenda, che colpisce le fasce deboli del Sud e dell’Irpinia. La politica è servizio, non propaganda».
