Lo stato dell’arte dei cantieri di Avellino, tra tempistica, fatti nuovi e polemiche, nell’intervista all’assessore ai Lavori Pubblici, Costantino Preziosi che anticipa a Ottochannel (il servizio integrale andrà in onda domani, 23 aprile, sul canale 696 del digitale terrestre dopo il tg delle 13.45) le ultime novità. Riflettori puntati sul centro storico, dove i lavori dovrebbero concludersi entro un mese, i nuovi finanziamenti ottenuti dalla Regione e il piano per far rinascere il Palazzo della Dogana.
Cantieri e disagi dietro il calo di popolarità. «Una soluzione per ridurre i disagi? Non c’è. Come ho sempre detto i tempi li detta l’Europa. L’anno scorso, a luglio, c’è stata la firma per i finanziamenti di questi progetti che si stanno realizzando ora. Da allora il Comune è partito con la progettazione e a novembre, quando sono arrivato io come assessore, sono stati programmati i lavori che dovranno finire tra novembre e dicembre. Probabilmente il fatto che ha pregiudicato di più la situazione è stata la vicinanza delle aree da riqualificare che si trovano una accanto all’altra. Mi riferisco a Piazza Libertà e Corso Europa, che poi si sono incrociate anche con il cantiere del tunnel già avviato da anni».
Imprevisti e tempistica. «Sia per Piazza Libertà che per Corso Europa si stanno effettuando importanti interventi a livello dei sottoservizi. In particolare su Corso Europa c’era una situazione molto seria e non potevamo farci sfuggire i finanziamenti necessari. Ora, sul primo tratto, quello che va dalla villa comunale a via Zigarelli, stiamo completando il marciapiede sinistro, mentre l’impianto fognario e quello dell’acquedotto sono stati terminati. Tra poco passeremo alla pavimentazione di questi duecento metri, poi all’altro marciapiede. Per quanto riguarda Piazza Libertà, invece, i sottoservizi sono stati già realizzati al 90%. Adesso continueranno i lavori strutturali della fontana nei locali interrati e poi partiremo con la messa in opera della pavimentazione. A tale proposito si sta studiando una soluzione di colore diverso, come chiestoci dalla Soprintendenza, in modo da creare un tutt’uno con Corso Vittorio Emanuele e via Nappi».
L’ex Bonatti ancora ferma. «Tra due, al massimo tre, settimane riprenderanno i lavori sospesi anche per il maltempo. Speriamo di avere presto anche delle notizie positive sui finanziamenti…».
L’ascensore al Mercatone. «In una prima fase avevamo pensato di realizzare un tappeto su Rampa Macello ma i costi sarebbero stati troppo alti e non avremmo superato le barriere architettoniche. Insomma, una signora con un passeggino o un diversamente abile non avrebbero potuto utilizzarlo. Da qui l’opzione dell’ascensore, alla base della piccola area di sosta che sarà allestita per i diversamente abili. A questo potrebbe aggiungersi un parcheggio da 700 posti auto ma stiamo ancora valutando come poterlo realizzare».
Ribassi anche oltre il 30%. «Non stiamo procedendo all’assegnazione delle gare al massimo ribasso. Il procedimento praticato prevede l’applicazione di quello medio attraverso un articolato calcolo di coefficienti. In ogni caso non penso che ciò possa precludere la qualità delle opere realizzate, in quanto il controllo dei materiali viene fatto comunque dalla direzione lavori. Il discorso dell’offerta economica più vantaggiosa necessita della nomina di una commissione di valutazione e determina spesso dei ricorsi. Questo si traduce in un procedimento molto più lungo e l’Europa ci dà tempi stretti. Perdere tempo per la gara significa averne a disposizione in meno per l’esecuzione dei lavori».
Nuovi finanziamenti dalla Regione. «Per gli interventi in corso su tre cantieri stradali, ormai storici in città, dalla Regione Campania il Comune ha ottenuto circa 20 milioni di euro. Si tratta di opere che in passato hanno avuto anche dei problemi relativi al pagamento degli stati di avanzamento proprio per la mancata erogazione dei fondi. Adesso, con queste ulteriori risorse, saranno sbloccati e i lavori riprenderanno a ritmo elevato. L’accordo in Regione risale a pochi giorni fa, manca solo la firma ma contiamo che la procedura si chiuda molto presto».
Centro storico. «Tra un mese contiamo di completare i lavori tra Piazza Duomo e via Seminario. Le strade, i marciapiedi e tutta la parte relativa alla cinematica dell’intervento di riqualificazione. Stiamo solo valutando come realizzare il tratto di via Duomo senza chiuderlo completamente. Anche una settima o dieci giorni può essere un problema: è l’unico accesso, quindi, in caso di emergenza potrebbe esserci un problema sicurezza».
L’area archeologica bloccata da mesi. «Purtroppo siamo fermi per la mancanza di fondi da parte della Regione che, dopo averci erogato il 15% dell’importo del progetto nel 2012, non ha più messo denaro su questo capitolo. Da allora stiamo andando avanti con risorse comunali ma ora non possiamo continuare. Per questo vorremmo mettere un po’ in stand-by la riqualificazione funzionale dell’area archeologica. Ciò non creerà problemi per il resto dei lavori. Intanto, cercheremo di trovare altri finanziamenti per completare l’intervento».
Il futuro della Dogana. «C’è un piano per il recupero e la riqualificazione del Palazzo della Dogana. In questi giorni stiamo esaminando un’ipotesi concreta. Quello che posso dire è che è chiara la volontà dell’amministrazione di realizzare un progetto in tal senso che potrebbe essere anche significativo dell’eventuale dissequestro dell’area. Vorrei studiare una forma di collaborazione con i cittadini dai quali attingere idee e suggerimenti. D’altra parte, la Dogana è il simbolo della città e, una volta sistemata, sarà restituita agli avellinesi. Per questo e per non creare un altro contenitore vuoto abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Dopo aver redatto un progetto organico, dunque, si potrà partire anche con la fase espropriativa».
La messa in sicurezza di Piazza Castello. «Il progetto è stato approvato dalla conferenza dei servizi e il Comune è pronto da due mesi ad avviare i lavori. La Cassa Depositi e Prestiti, però, nell’esaminare la pratica di richiesta del mutuo, ci ha chiesto delle integrazioni. Stiamo aspettando una risposta e poi potremo partire con l’intervento programmato».
Alessandro Calabrese
