Ex parcheggiatori: «Nove mesi di dramma, basta bugie!»: VIDEO

Questa mattina alcuni lavoratori in Comune. Dopo la protesta di ieri sera. Nessuna soluzione.

Lavoratori ancora senza certezze sul proprio futuro. Non escludono gesti eclatanti già a partire dai prossimi giorni. Se non arriverà una risposta soddisfacente.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Sono nove mesi che aspettiamo una risposta. Ancora non sappiamo che ne sarà di noi». La disperazione di uno degli ex parcheggiatori che questa mattina si sono recati in Comune per incontrare il sindaco Paolo Foti. (Clicca sulla foto di copertina e ascolta l'intervista di ieri sera ad Antonio Forte)

«Personalmente – ha spiegato l'intervistato – sono iscritto ai Servizi Sociali come soggetto svantaggiato da tempo. Ma, come dicevo, non abbiamo avuto risposte. Poi il sindaco Foti, in questi giorni, ha detto che ci avrebbe fatto lavorare. Ma non ha chiarito come ci avrebbero pagato e messo in regola».

Questa mattina il comandante della Polizia Municipale Michele Arvonio doveva recarsi nella sede Inps per chiarire la questione.

Ieri sera, però, in consiglio comunale gli ex parcheggiatori presenti erano preoccupati. Lo ha spiegato in un'intervista a Ottochannel Antonio Forte.

«Dopo trent’anni - ha spiegato Forte - siamo senza lavoro. Ci voleva un piano economico per questi lavoratori che oggi sono disoccupati e comprensibilmente arrabbiati. Per oltre trent'anni tutto ha funzionato bene, nessuno si è mai lamentato».

Forte attacca anche la decisione dell'Anac che finirebbe per estromettere le cooperative di tipo B da appalti come quello dei parcheggi.

«Io ho sempre fatto delle gare per ottenere l'affidamento del servizio dei parcheggi. Gli ultimi quattro anni l'affidamento è stato diretto perché di somma inferiore ai 200mila euro: la legge lo consentiva. Adesso vogliono cambiare tutto ma, ripeto, non hanno pensato a questi lavoratori. Rischiano di creare una guerra fra poveri (tra ex parcheggiatori e socialmente svantaggiati entrambi iscritti ai Servizi Sociali in attesa di inserimento lavorativo)».

«Noi – conclude Forte – abbiamo sempre vissuto di questo pane. Devono rispettarci. Se non avremo risposte, siamo pronti a occupare il Comune».