Storie di migranti, Alì: «Rischio la vita per andare a scuola»

Alì e i suoi fratelli ogni giorno arrivano a piedi lungo la Variante da Manocalzati ad Avellino

Avellino.  

A piedi sulla Variante rischiano ogni giorno la vita. Questa è la storia di Alì e i suoi fratelli. Questo è il loro personale inferno quotidiano, quello delle migliaia di migranti in marcia a piedi di giorno e di notte, a piedi su strade a scorrimento veloce, varianti, al buio, al sole e sotto la pioggia tra pericoli e paura. 

 

Alì e i suoi fratelli ogni giorno raggiungono a piedi la scuola Leonardo Da Vinci di Avellino da Manocalzati. Vogliono imparare l'italiano e devono raggiungere la scuola a piedi. Non hanno soldi per un utilizzare un bus. Per questo hanno realizzato un video, con il loro telefonino, raccontando quel loro personale inferno di pericoli quotidiano tra tir che sfrecciano, asfalto a volte viscido e macchine che corrono, nel percorrere ogni giorno la Variante Sette Bus. Senti i clacson degli automobilisti allarmati, che imprecano nel trovarsi di fronte quei fratelli in marcia in questo video che stringe i cuori e ti mette di fronte al dramma quotidiano di centinaia di persone che rischiano la vita e rappresentano un pericolo anche per gli altri. «Abbiamo bisogno di aiuto per questa strada», dice Alì nel video da Manocalzati ad Avellino per raggiungere la scuola. Ogni giorno Alì rischia la vita. A piedi lungo la variante rischia la vita per andare a imparare l'italiano ogni giorno. 

Alì ha 23 anni ed è un profugo del Gambia arrivato in Italia come altre migliaia di migranti sui barconi. «Chiediamo aiuto abbiamo paura - racconta nel video -». Le sue parole fanno da sfondo al video choc. 

«La questione degli spostamenti è uno dei tanti drammi vissuti ogni giorno da centinaia di migranti - racconta Mara Vitale, responsabile uffici immigrati Cgil -. Semplici gesti quotidiani diventano rischi, come quello di raggiungere la scuola per imparare l'Italiano. Proprio la Variante Sette Bis è una dette tante strade che diventano un percorso di rischi e paura per tantissimi ragazzi. E' ora che forze dell'ordine e istituzioni riescano a trovare soluzioni concrete per tutti i disagi quotidiani patiti da queste persone». 

Simonetta Ieppariello