di Siep
Un record poco edificante, un campanello d'allarme che continua a risuonare inascoltato. Avellino è il capoluogo più inquinato della Campania. Le città di Napoli e Caserta seguono con 14 e 13 sforamenti. La centralina dell'Arpac irpina ha registrato il 20esimo sforamento di polveri sottili in questi primi tre mesi del 2018: mai aveva raggiunto un simile livello di inquinamento in questo momento dell'anno.
Giusto per dare una dimensione della situazione l'anno scorso ce ne erano stati 9. Una fotografia impietosa che parla di una città inquinata e a nulla servono le misure contenitive e le piogge battenti, che si sperava aiutassero a ripulire l'aria. L'ordinanza del sindaco foti per contrastare lo smog è pronta da diverse settimane, in attuazione di un protocollo siglato con i comuni dell'hinterland, ma giace ancora li nel cassetto della scrivania del primo cittadino stoppata dal classico rimpallo di responsabilità.
Solo pochi giorni fa il sindaco Paolo Foti ha dichiarato: "chiedete al comandante Arvonio perchè non si firma l'ordinanza. Gli ha fatto eco l'assessore all'ambiente Augusto Penna . Come settore abbiamo fatto tutto quello che potevamo e dovevamo certo l'ordinanza non posso mica firmarla io". Si continua dunque ad aspettare per adottare misure più drastiche invece sarebbero indispensabili a questo punto. La condizione con l'arrivo della primavera potrebbe addirittura peggiorare. Sono state un flop le domeniche ecologiche, che avrebbero dovuto aprire la strada allo stop alle aiuto euro 3 ed euro 4 su tutto il territorio cittadino: insomma una Pasqua all'insegna delle polveri sottili con buona pace dei residenti soprattutto della Valle del Sabato che continuano a sopportare tra aria irrespirabile, concentrazioni da record e una cappa di miasmi e smog.
