"Guardare oltre", ragazzi con un sogno: fare cinema in Irpinia

Un progetto di giovanissimi che mira a stupire. Tutti irpini innamorati di questa terra.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Ragazzi con un sogno: fare cinema in Irpinia. Nonostante un budget ridotto. E lo scetticismo diffuso raccolto intorno al progetto: una città intorpidita che spesso reagisce lentamente all’idee e alla creatività. Ed è eccessivamente diffidente quando ci sono di mezzo dei giovani. (A fine articolo tutte le foto realizzate da Giulia Trapanese)

L'incontro

Aspettiamo gli intervistati davanti all’ingresso della villa comunale. Li vediamo da lontano mentre sorridono e si dicono qualcosa. Forse si stanno chiedendo come presentare al meglio il progetto. Di certo non sono emozionati, ma sicuri di sé. Molto. La nostra conversazione si sposta in un bar. Su un comodo divano verde, davanti a un caffè e dei succhi d’arancia. E’ lì che iniziamo a “Guardare oltre”: un titolo - quello scelto per il film - che genera aspettative perché, implicitamente, racchiude l’esigenza di spingersi al di là del convenzionale.

Ragazzi con un sogno

Si tratta di un produzione realizzata interamente da ragazzi. Prodotta da Antonio Carifano. Si avvale di una squadra rodata. Un giovanissimo team del quale Ottopagine.it vi ha già parlato: alcuni di questi giovani, infatti, hanno realizzato Doze. La prima webserie tutta irpina che è stata un grande successo su internet: decine di migliaia di visualizzazioni. Complimenti da parte degli addetti di settore. Eppure un po’ di scetticismo dalla critica tradizionale. I ragazzi ci tenevano a partecipare al festival di cinema nostrano “Laceno D’Oro”. Ma le cose non sono andate come sperato.

“Non esiste la categoria adatta per quel tipo di produzione”, porta chiusa. Atteggiamento freddo. Ma loro non si sono scoraggiati. Anzi. Questa volta sono pronti a partecipare con una produzione più tradizionale.

Una testardaggine che sarebbe di certo piaciuta a Camillo Marino. Grande uomo di cultura e soprattutto un pioniere che si circondava di altri pionieri. Si era così inventato il primo festival di cinema neorealista. In tanti, di fronte a quell’idea, avevano storto il naso. Poi sappiamo come è andata a finire. Scherzi del destino che potrebbero ripetersi: ce lo auguriamo per questi giovani che hanno voglia di fare cinema qui a casa loro.

L'idea alla base di "Guardare oltre"

“Il film è ambientato in Italia in un futuro distopico. Nel quale una dittatura gestisce tutto”, ci spiega il regista Sam Di Marzo.

Grazie all’ausilio della tecnologia gli esseri umani vengono bombardati di messaggi imposti dal regime: dai cartelloni pubblicitari agli sms. Un film che con rinnovato vigore si inserisce idealmente in un solco già tracciato da pietre miliari del genere: dal “1984” nato dal capolavoro di Orwell e più recentemente “Black Mirror”. Una serie che affronta proprio lo “specchio oscuro” delle tecnologie.

La speranza – per i protagonisti di Guardare oltre - è rappresentata da un microchip che può far saltare il server.

A colpire è l’entusiasmo di questi ragazzi. E la speranza che costruire innovazione, anche qui, sia possibile. Sam è andato a Roma per seguire la sua passione: il cinema. Ma è rimasto indissolubilmente legato alla città.

“Lì ho visto che ci sono più contatti. Una produzione simile avrebbe trovato facilmente un cinema dove trasmetterla. La mentalità è diversa. Ma noi vogliamo farlo qui. Vedere il nostro film proiettato al cinema Partenio, al centro di Avellino, sarebbe un onore e un orgoglio indescrivibile”, spiega Di Marzo.

Alcuni dei protagonisti

Il bello di questo gruppo è proprio l’atteggiamento con il quale affrontano anni come quelli attuali, spesso segnati da un mondo in continuo cambiamento che frantuma le certezze. E poggia su un instabilità di fondo che si traduce, soprattutto per i ragazzi, in una paura del futuro che è difficile da spiegare. In questo mare di cambiamenti, che non risparmia i nostri intervistati, gli scogli ai quali aggrapparsi sono rappresentati dalla passione e dalla certezza incrollabile che tutto, grazie alla forza di volontà, andrà bene. E che pure se non dovesse essere così: “saranno cresciuti, come professionisti e come persone”.

A occuparsi dell’aspetto economico è l’aiuto regista. Si sta laureando in economia.

“Questo progetto mi emoziona – spiega Emanuele Mangialomini – è come fare un master continuo. Non abbiamo grandi risorse ma l'impegno del nostro produttore ci entusiasma. E poi c'è la sfida di costruire qualcosa di grande qui».

«Qualcosa – ribadisce il direttore della fotografia, Oscar Grafner – che da queste parti, stando a quanto mi ricordo almeno, non si è mai visto».

Questi ragazzi ci credono e si augurano di veder tramesso il film nei cinema nostrani. Già a partire da settembre. La redazione di Ottopagine.it e 696 Tv fa loro i più calorosi auguri.

Ecco la squadra di "Guardare oltre": produttore Antonio Califano, regia Sam di Marzo, direttore della fotografia Oscar Grafner e aiuto foto Giulia Trapanese, aiuto regia Emanuele Mangialomini, segretaria di edizione Lucia Lippiello, audio Gianni Varricchio e Mattia Imbimbo.