«Qui si muore di amianto o degrado. Sono costretto a vivere in un alloggio discarica, che ogni giorno rischia di cadermi addosso. Eppure otto anni fa mi dissero che il mio trasferimento a questo maledetto civico 28 sarebbe stato temporaneo. Io vivevo a pochi metri al civico 21 Così non è andata. Sono trascorsi otto anni, si sono dimenticati di me, qui al civico 28, dove ancora vivo sentendo il prefabbricato scricchiolare ogni giorno e ogni notte. E poi ratti, di notte si sentono correre tra le pareti. Sono terrorizzato. Non so più che fare e a chi chiedere aiuto».
Questa è la storia di Ninuccio Romano, legittimo assegnatario di un alloggio comunale al civico 21 dello stesso rione, a pochi metri dai tristemente noti civici 26 e 28 di Quattrograne Ovest.
Un prefabbricato pesante, di quelli venuti su dopo il terremoto, per durare poco tempo, per far fronte all'emergenza. Ma le cose non sono andate così. Sotto un lungo tetto di amianto vivono ancora mille famiglie solo ad Avellino. Ma proprio il tetto del fabbricato 26-28 ha ceduto nel febbraio del 2012. La paura fu tanta e l'ordinanza di sgombero necessaria e immediata. Ma Ninetto vive ancora lì, dimenticato da comune e burocrazia. Ci sono palazzine che affondano delle fogne a cielo aperto carcasse inagibili svuotate delle tonnellate di amianto con cui sono state messe in piedi. Due famiglie intanto continuano a convivere con l'emergenza quotidiana igienico sanitaria.
La struttura è sepolta dai rifiuti. I vicini raccontano come ogni giorno vedano passanti abbandonare i loro rifiuti nel quartiere già martoriato dal degrado. Nello stesso palazzo vive anche Veronica Gargiulo, di etnia rom, che dice come in fondo forse sarebbe meglio tornare a vivere nel tendone anziché continuare a verde i suoi quattro figli esposti a tutti quei rischi.
Entrando nel portone del civico 28 si attraversa una fogna a cielo aperto piena, zeppa dei liquami delle colonne fecali. E poi pannelli di eternit e rifiuti tutt'intorno tra carcasse di topi e piccioni morti.
«Non posso andare avanti così - spiega Romano -. Sono terrorizzato. Ho paura di morire schiacciato, come un topo da questo casermone che scricchiola di continuo, quasi a minacciarci».
Di fronte c'è il civico 22. Qui vive Antonio Zaccaria con la sua famiglia. «Il sindaco venga a vedere come siamo ridotti. Invece di passeggiare al Corso venga a vedere com'è ridotta Quattrograne, come ogni giorno decine di bambini rischino la loro salute, piuttosto che di farsi male».
Simonetta Ieppariello
