C'era una volta un asilo. La sua storia si perde tra i ricordi di suore, genitori, bambini e il grande don Michele Grella parroco e animatore della comunità della chiesa di San Ciro. L'asilo Pedicini già a poco più della metà del secolo scorso offriva accoglienza e custodia ai bambini di Avellino.
Dal prossimo settembre, però, la scuola dell'infanzia non riaprirà i battenti: «Per la nostra piccola comunità è una brutta notizia: quest'asilo rappresenta un punto di riferimento e un elemento di socializzazione vitale - raccontano le mamme di Corso Europa e via Roma».
La scuola di piazzetta Perugini chiuderà, dunque. Lo storico istituto scolastico ha infatti comunicato la cessazione delle attività al trenta giungo prossimo per motivazioni economiche. Il calo demografico non risparmia nemmeno la storica scuola materna che garantiva il servizio per i bambini da oltre mezzo secolo.
L'intuizione fu di don Michele Grella, parroco di San Ciro che insieme alla riedificazione della parrocchia pensò a dotare via Roma, Corso Europa, e viale Italia insomma la comunità religiosa e civile di un servizio indispensabile.
«Decisero di intitolare quel'istituto a monsignore Gioacchino Pedicini, vescovo di Avellino dal 1948 al 1960 - racconta lo storico Andrea Massaro -. Divenne un presidio prezioso e vitale di una intera comunità, dedicato alla cura dei piccoli nel nome della carità, con un'attenzione in più per i bambini disagiati. Don Michele intuì come i tempi stessero cambiando, e come fosse ormai indispensabile creare un servizio scuola dell'infanzia per quelle donne che andavano a lavorare».
Proprio l'area della città che si irradia intorno a piazzetta Perugini era quelle dei primi alloggi popolari. Lì viveva gente semplice, un popolo di onesti ma non benestanti lavoratori.
«Proprio lì serviva più che altrove un asilo. Un asilo del popolo - spiega Massaro -. Come da un piccola parrocchia, quella di San Ciro, nacque una grande chiesa, così in quella piazza nacque una gloriosa istituzione formativa ed educativa».
Ancora una volta il costante decremento demografico colpisce un’istituzione che, a causa delle poche iscrizioni, si vede costretta a interrompere un servizio molto apprezzato e importante. Da oltre 50 anni professori e personale di quella istituzione scolastica parastatale hanno infatti operato all’interno della società avellinese in modo fondamentale per la crescita umana e spirituale della comunità nella quale svolgono una rilevante attività, non solo nel campo didattico ma principalmente in quello ben più importante dei rapporti umani con la gente comune e i disagiati.
Simonetta Ieppariello
