Commercio, De Angelis: nessun alibi, dobbiamo guardare avanti

Intervista al riferimento cittadino di Confcommercio, Giulio De Angelis sullo stato del settore

«Sono convinto che gli Stati Generali sul Commercio e lo Sviluppo della città potrebbero portare nuove idee. Dobbiamo superare la questione cantieri e affrontare la crisi migliorando l'offerta e lavorando ai collegamenti e agli attrattori turistici».

Avellino.  

«Sugli aiuti economici per i commercianti che operano con le loro attività nelle aree dei cantieri aspettiamo una risposta concreta da parte dell’amministrazione comunale. Il 16 aprile abbiamo consegnato al tavolo operativo lo screening richiesto che elenca 48 esercenti rientranti nell’applicazione della normativa. Siamo certi che dopo l’approvazione del consuntivo, in fase di redazione del bilancio preventivo, gli assessori Iaverone e Iandiorio sapranno indicarci l’entità del contributo che dovrà alleggerire le difficoltà degli esercenti del capoluogo. Ma questo, è evidente, non basta. Dobbiamo guardare avanti e pensare sin da ora al dopo cantieri».

A parlare è Giulio De Angelis, riferimento cittadino di Confcommercio e presidente Ascomed, che analizza lo stato attuale del Commercio ad Avellino e soprattutto lancia un monito sul futuro.

«È passato un mese da quell’ultimo incontro - spiega - nel corso del quale ci sono state prospettate due opzioni: detassazione o contribuzione. Intanto per tutta la categoria abbiamo ottenuto il pagamento dei contributi locali in 8 rate. Certo, capisco che i commercianti sono esausti ma bisogna considerare anche che la normativa parla chiaro e solo le attività che orbitano da più mesi nei cantieri, con le starde interdette, possono beneficiare, per evitare disparità di trattamenti, di un contributo a fondo perduto o di uno sgravio sulle tasse. Il sostegno del Comune ci sarà. Gli uffici hanno in mano l’elenco ufficiale, formalizzato e protocollato, ormai è solo questione di tempo. Così come la stessa esistenza del tavolo tecnico è un fatto importante. Lo dico anche per sottolineare agli amici di Corso Europa che la Confcommercio sta svolgendo a pieno il suo ruolo per portare a casa risultati per tutti…».

E poi va oltre e spiega: «È chiaro a tutti che oltre al problema dei cantieri c’è quello della crisi economica. Una crisi che sta mettendo in ginocchio il nostro settore che mai come adesso ha bisogno di una maggiore spinta propulsiva. Inutile nascondersi dietro l’alibi dei lavori, specie dove questi sono iniziati da pochi mesi. Le questioni vere sono altre».

Una convention per realizzare un confronto di idee. «Sono convinto che sia importante organizzare una sorta di Stati Generali del Commercio e dello Sviluppo della città. Noi abbiamo già fatto delle proposte concrete. Dopo i lavori il capoluogo irpino deve ricollocarsi in modo diverso nella provincia e nella regione, creando i giusti attrattori nel cuore cittadino, visto che mancano anche quelli costituiti da mercato e ospedale, da tempo fuori dal perimetro del centro urbano. Per fare ciò sarebbe fondamentale l’apertura dell’autostazione, l’utilizzo del vecchio Moscati, magari per realizzare delle residenze universitarie collegate alla facoltà di Enologia, e mettere in rete le potenzialità culturali costituite dal Teatro e dal Conservatorio».

Ma non è tutto. De Angelis sottolinea l’importanza dei collegamenti. «È necessario - afferma - pensare ad un collegamento ferroviario moderno con l’area portuale. Dobbiamo far venire più gente ad Avellino, approfittando anche della vetrina dell’Expo di Milano che vede l’Irpinia, grazie alla Camera di Commercio, tra i protagonisti delle tipicità enogastronomiche di qualità. A Salerno, tanto per fare un esempio, sbarcano 4 navi da crociera a settimana con circa 8000 passeggeri. Perché non dirottarne una parte nel nostro capoluogo che si trova al centro della Campania ed è praticamente equidistante dagli altri quattro? Attraverso la Metro leggera, poi, valorizziamo anche le periferie. Del resto, finiti i lavori di riqualificazione, dobbiamo guardare avanti, pensare all’Area Vasta e rendere operativo il Piano Strategico».

Infine altre indicazioni sul percorso locale: «Sicuramente si dovrà discutere della possibilità di abbassare tarsu e rendere fruibili più parcheggi. Ma bisogna anche fare un discorso sulla qualità dell’offerta. Dai Platani al centro storico deve essere un unico centro commerciale naturale. Se il commercio muore, muore anche la città. Per questo dobbiamo rimboccarci le maniche ed essere pronti. A Natale non parleremo più dei disagi dovuti al traffico…».

Alessandro Calabrese