Avellino, il riesame conferma il sequestro del "Mancini"

Respinto il ricorso della Provincia, continuano i disagi: doccia gelata per alunni e professori

Avellino.  

Niente da fare. Nemmeno il tribunale del riesame toglie i sigilli allo storico Liceo scientifico “Mancini” di Avellino. Confermato il sequestro dell'edificio di via De Conciliis perché, secondo i giudici, “persistono le condizioni di instabilità legate al pericolo sismico perché il paventato rischio di crollo della copertura della palestra potrebbe coinvolgere anche la restante parte del fabbricato dal momento che i tre corpi dell'edificio sono comunque connessi l'uno all'altro e pertanto collaboranti dal punto di vista sismico”. Questa la tesi del Riesame che ha respinto il ricorso della Provincia di Avellino, una iniziativa avviata dall'ex presidente Gambacorta.

Genitori delusi. Una doccia fredda per il comitato dei genitori che aveva portato avanti una battaglia per ottenere la riapertura della scuola che dal punto di vista della staticità non avrebbe alcun tipo di problema, come confermato anche dalle perizie agli atti del procedimento giudiziario. Delusi anche i circa 1200 studenti che speravano di tornare nella sede centrale dopo le vacanze natalizie. Era questo l'obiettivo. Invece, ora la Provincia dovrà valutare se avanzare ricorso in Cassazione, con tempi giudiziari che naturalmente non sono brevi.

Rebus sul futuro. A questo punto gli studenti del “Mancini” dovranno continuare a seguire le lezioni in tre diversi plessi con enormi disagi per le famiglie e i docenti: le aule sono distribuite tra il Provveditorato, l'ex istituto Giorgi di via Ferrante e la sede di Via Zigarelli. Anche secondo la dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, Rosa Grano, interpellata stamane dai cronisti sull'esito del ricorso della Provincia, ha ammesso che “bisognerà necessariamente trovare un'alternativa per il prossimo anno scolastico e consentire a docenti e alunni di utilizzare una sede unica”.